Cecilia Metella
già Collezione Guarnati; collezione Zauli Naldi; lascito Luigi Zauli Naldi 1965
Opera abbinata a La Vestale Emilia e Rea Silvia e la principessa Anto
L’opera costituisce insieme alla Rea Silvia e alla Vestale Emilia un nucleo unitario per formato, soggetti rappresentati e per destino collezionistico. Protagoniste sono tre figure femminili della storia repubblicana di Roma antica delle quali viene rappresentato un episodio che tratteggia la drammaticità del destino individuale.
La figura di Cecilia Metella è la più misteriosa tra quelle che Giani rappresenta: le fonti (Plutarco) accennano infatti solo che era moglie del dittatore Silla, che la ripudiò quando ella si ammalò, perché non voleva che l’ombra della decadenza legata alla sua malattia offuscasse il fasto della sua casa. La scena ha una connotazione drammatica, alludendo effettivamente alla malinconia, allo sconforto della solitudine, solo in parte mitigate dalla presenza consolatoria di un’ancella, che abbraccia la protagonista e la invita alla speranza.

