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Il più antico istituto museale della Romagna, costituito nel 1796, dove “c’è la storia di una città che è stata una capitale artistica”*.

Una storia illustrata da 200 opere d’arte, dalla Croce dipinta del 1200 a Donatello e ai capolavori del Rinascimento, fino ai quadri del grande novecento italiano di De Chirico, Savinio e Morandi.

Un museo che si è rinnovato con il free wi-fi in tutte le sale, l’app e i qr-code con l’audioguida multimediale.

MOSTRE IN CORSO

La pittura di Giuseppe Tampieri al Bistrò Rossini Faenza
Nel Centenario dalla nascita dell’artista nell’ambito del festival “Argillà Italia 2018”
30 Agosto – 7 Ottobre 2018


Pinacoteca Comunale di FaenzaPinacoteca Comunale di Faenza

Monografia nella collana del sistema museale della Provincia di Ravenna,
prelevabile in formato pdf.

PROVINCIA DI RAVENNA

MUSEO IN/FORMA

Rivista del Sistema museale della Provincia di Ravenna
anno XXI, n. 60 / novembre 2017

prelevabile in formato pdf

Vai alla pagina con tutti i numeri pubblicati della rivista

Una città, Faenza, che cambia aspetto nel giro di una generazione [a fine Settecento] e che vede architetti come Giuseppe Pistocchi, come Giovanni Antonio Antolini, artisti come Felice Giani e Antonio Trentanove realizzare la più straordinaria fusione di architettura, scultura, pittura e arti applicate quale mai si era visto prima e mai più si vedrà sotto il cielo d’Italia*.

*  Le citazioni sono tratte da pubblicazioni di Antonio Paolucci

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In prima pagina ultima modifica: 2018-01-18T10:57:54+00:00 da Claudio Casadio

Visita

ORARI DI VISITA

Sabato, Domenica e i giorni festivi:
Ottobre-Maggio: 10:00-18:00
Giugno-Settembre: 10:00-13:00 | 15:00-19:00

Dal Martedì al Venerdì: 10:00-13:00
suonando il campanello di Via S.Maria dell’Angelo 5 oppure telefonando al numero 0546 680251.

Lunedì chiuso.

INGRESSO

Biglietto: 3 euro a persona.

Ingresso gratuito:
– Primo sabato e domenica del mese.
– Ragazzi fino a 16 anni, studenti delle scuole di Faenza, tour operator, giornalisti, portatori di handicap, soci ICOM, possessori di Romagna Visit Card, altre categorie segnalate dalle norme vigenti.

– E’ possibile visitare la Pinacoteca con l’utilizzo dell’ascensore, passando per i locali con ingresso al numero 5. Poichè tali locali non sono presidiati dal personale di sorveglianza è però necessario fare richiesta telefonica al numero 0546 680251.

WIFI:
In tutti i locali della pinacoteca è disponibile il collegamento free wifi fornito da EmiliaRomagnaWiFi.

Audioguida:
Per tutto il percorso di visita è disponibile gratuitamente un’audioguida personalizzabile che consente di leggere o ascoltare schede illustrative di ogni singola opera esposta.
All’ingresso  su richiesta vengono forniti a tutti i visitatori tablet con l’audioguida installata e istruzioni per il funzionamento della stessa.
Per scaricare l’app dell’audioguida e per istruzioni sul funzionamento clicca qui.

DOVE SI TROVA LA PINACOTECA

Via S.Maria dell’Angelo 9, 48018 Faenza. Tel. 0546 680251
(gli uffici sono al n. 5 della stessa via)

Per chi arriva dalla stazione ferroviaria
Da Piazza Battisti percorrere Viale A.Baccarini, Corso A. Baccarini, attraversare Corso Mazzini, percorrere il primo tratto di via Cavour e svoltare la prima via sulla sinistra. É Via S.Maria dell’Angelo e al n. 9 subito dopo la chiesa di S.Maria dell’Angelo c’è l’ingresso della Pinacoteca.
Per chi viene con l'auto dall'Autostrada
Passato il cavalcaferrovia si arriva nel Piazzale Sercognani, svoltare a destra in Viale IV Novembre, arrivati al semaforo svoltare a sinistra in viale A. Baccarini, arrivati in fondo a Viale Baccarini c’è una barriera per l’auto che si può superare svoltando a sinistra perccorrendo Corso Mazzini fino a Piazza II Giugno utilizzare Piazza II Giugno come una rotatoria e tornare su Corso Mazzini in senso inverso al precedente. Arrivati di nuovo alla barriera svoltare a destra su Via Cavour, dopo meno di cento metri sulla sinistra c’è un parcheggio. Parcheggiare l’auto, uscire dal parcheggio sulla via S.Maria dell’Angelo e a sinistra al n. 9 subito dopo la chiesa di S.Maria dell’Angelo c’è l’ingresso della Pinacoteca.
Visita ultima modifica: 2018-01-18T10:57:54+00:00 da Claudio Casadio

Sale

SALE

  10100    – Sala d’ingresso Sculture e dipinti dei primi decenni del novecento.
Nel salone d’ingresso sono presenti opere dei faentini Domenico Baccarini (1882-1907), Ercole Drei (1886-1973), Domenico Rambelli (1886-1972), Angelo Biancini (1911-1988) e due sculture di Auguste Rodin.

  10010  Salette della collezione Bianchedi Bettoli / Vallunga – Raccolta di opere dei maggiori artisti del novecento italiano.
La donazione pervenuta in Pinacoteca nel 2010 grazie alle volontà testamentarie di Augusto Vallunga contiene opere importanti dell’arte italiana del ‘900, da De Chirico a Morandi, con Savinio, Severini, De Pisis, Carrà, Campigli e Gentilini.

  10200    – Natura morta – Nature morte settecentesche.
In sala due belle opere di Carlo Magini (Fano 1720 – 1806) il Cane che dorme di Arcangelo Resani (1670–1740) e altre opere del piacentino Felice Boselli, dei napoletani Giovanni Battista Ruoppolo (1629–1693) e Giuseppe Recco (1634–1695) e del veneto Francesco Guardi.

  10300    – Marco Palmezzano – Saletta di passaggio con quattro tavole del maestro romagnolo Marco Palmezzano.

  10500    – Sala Bertucci il Vecchio – Saletta dedicata a Giovanni Battista Bertucci il Vecchio.
Del pittore faentino si hanno notizie dal 1495 al 1516 ed è stato il capostipite di una famiglia di pittori durata tre generazioni per tutto il ‘500.

  10400    – Sala Manfredi  Opere e cimeli storici del periodo del dominio della famiglia Manfredi, Signori di Faenza dal 1300 alla fine del ‘400.

  10600    – Sala Donatello I capolavori del Rinascimento artistico faentino.
Al centro il San Girolamo di Donatello, alle pareti la pala del Beato Bertoni, tre opere di Biagio d’Antonio, il capolavoro romagnolo di Palmezzano e la pala del Bertucci datata 1506.

  10700    – VestiboloUna sala ricca di sorprese: dalle opere bizantino-ravennati, al gotico e  tardogotico con veri capolavori del Trecento e su una parete il grande gruppo in terracotta patinata di Alfonso Lombardi (1487–1537).
Nell’elenco delle opere in questa sala il crocifisso duecentesco, la tavola di Giovanni da Rimini, importanti opere di cultura tardo-gotica del ‘400, la tavola di Giovanni da Rimini e la cartapesta veneta con il Cristo in pietà.

  10800  Sala del Magistrato  Al centro della pittura del Seicento il misterioso e affascinante ritratto di Magistrato, con opere di scuola bolognese, ritratti e quadri postmanieristi e caravaggeschi.

  10900    – Salone delle Pale d’Altare Il grande salone con l’originale allestimento ottocentesco di pale d’altare dipinte nel Cinquecento e primo Seicento.
Il primo Cinquecento è ben rappresentato da due pale di Sigismondo Foschi e seguono opere di Jacopone Bertucci, Luca Scaletti, Marco Marchetti e Nicolò Paganelli. Di Ferraù Fenzoni sono presentate quattro importantissime opere e per il Seicento è da non perdere il “caravaggesco di periferia” Biagio Manzoni. Due grandi tele di Alessandro Tiarini chiudono il percorso storico-artistico di questa sala.

Sale ultima modifica: 2018-01-18T12:04:29+00:00 da Claudio Casadio