Felice Giani

S. Sebastiano Curone (Alessandria), 1758 - Roma, 1823

L’artista ebbe una formazione complessa e ancora in parte da chiarire: prima a Pavia presso il pittore Antonio Bianchi e l’architetto Antonio Galli Bibbiena, poi a Bologna, dal 1778 con i pittori Domenico Pedrini e Ubaldo Gandolfi presso l’Accademia clementina e infine a Roma, dove si perfezionò dal 1780 con i pittori Pompeo Batoni, Cristoforo Unterperger e l’architetto Giovanni Antonio Antolini.

Da questo momento Roma sarà la patria elettiva, la città che il pittore sceglierà come residenza stabile, da cui partirà per le importanti commesse che lo vedranno impegnato nel nord Italia, e a cui tornerà sempre per riaggiornare e rigenerare il suo personale studio dell’antico. Giani infatti scelse da subito di dedicarsi alla decorazione di interni piuttosto che alla pittura da cavalletto. Già i primi incarichi furono prestigiosi: Palazzo Altieri (1789-92), tre sale a Villa Borghese (1785 e 1792), nonché la realizzazione della copia delle logge di Raffaello per Caterina II di Russia, in collaborazione con un’équipe diretta da Cristoforo Unterperger (1778-1788). A Roma frequentò diversi circoli culturali, tra cui quello di Angelika Kauffmann ed entrò in relazione con artisti di origine nordica.

Presso la sua abitazione romana, e poi a Bologna, aprì accademie private: quella della Pace e quella dei Pensieri, incentrate sul libero esercizio del disegno di fantasia da parte degli artisti convenuti, su temi scelti di volta in volta da loro stessi. Nel 1786 fu chiamato per la prima volta a Faenza a collaborare con il quadraturista Serafino Barozzi per la decorazione della Galleria dei Cento Pacifici. Dello stesso anno è il suo intervento faentino in Palazzo Conti. Cominciò così quel rapporto privilegiato con la città di Faenza e poi con la Romagna, dove il pittore sarà attivo per i successivi trentacinque anni. Il secondo intervento faentino, nel 1794, fu la decorazione della Galleria di Psiche a Palazzo Laderchi cui seguiranno lavori a Jesi, Assisi, Perugia. Durante la prima occupazione francese di Roma (1798-1799), il pittore, vicino alle idee giacobine, partecipò attivamente al nuovo clima politico e culturale della capitale.

L’artista fu di nuovo a Faenza tra il 1800 e il 1805 dove si succedettero importanti e vaste decorazioni nei palazzi della nuova élite filofrancese: palazzi Morri, Naldi, Gessi, Milzetti. Importanti furono anche le commesse da parte di grandi personaggi bolognesi che cominciavano a ricoprire determinanti incarichi di governo nell’amministrazione napoleonica: il conte Ferdinando Marescalchi e Antonio Aldini, per i quali Giani decora diverse sale nei rispettivi palazzi (1810 e 1805). Per l’Aldini l’artista realizzò, con la bottega, l’intera decorazione anche di una villa – purtroppo distrutta – che l’allora Segretario di Stato del Regno d’Italia si era fatto costruire a Montmorency, vicino a Parigi (1813). Importanti incarichi arrivarono a Giani anche direttamente dal governo napoleonico, per il quale egli realizzò alcune stanze per il viceré nel Palazzo delle Procuratie nuove a Venezia (1807) e diversi ambienti dell’appartamento dell’Imperatore al Quirinale (1812).

Non era mai venuta meno, in mezzo a questi cantieri, l’attività a Roma (Palazzo dell’Ambasciata di Spagna, 1806) e in Emilia e Romagna dove Giani lavorò febbrilmente in palazzi e teatri nelle città di Forlì, Ravenna, Rimini, Imola, Cesena, oltre che a Bologna dove negli anni 1810-1811si concentrò la sua attività. Alla caduta di Napoleone, la sua fama e reputazione non furono sostanzialmente toccati dagli eventi politici e Giani restò artista molto richiesto in Emilia (Modena, Ferrara, Bologna) oltre che in Romagna (Palazzo Pasolini dall’Onda e casa Montanari a Faenza, 1819 e Palazzo Gaddi a Forlì, 1820). Dopo essere già stato nominato accademico dell’Accademia di San Luca a Roma (1811), il pittore lo fu anche all’Accademia dei Virtuosi del Pantheon nel 1819.

L’ultima impegnativa impresa fu la decorazione di palazzo Ranuzzi Baciocchi a Bologna (1822). In seguito a una banale caduta a Bologna, Giani morì per le sue conseguenze a Roma, l’11 gennaio 1823.

scheda biografica redatta da

Marco Servadei Morgagni

Opere in Pinacoteca
  • Felice Giani
    Sacra Famiglia
  • Felice Giani
    Et in Arcadia Ego
  • Felice Giani
    Rea Silvia e la principessa Anto
  • Felice Giani
    Cecilia Metella
  • Felice Giani
    La Vestale Emilia