Ferraù Fenzoni
Terzo di cinque figli, Ferraù Fenzoni detto anche Ferraù da Faenza nacque da genitori brisighellesi. La sua formazione è tuttora un mistero: i primi documenti lo registrano in cantieri lontani dalla sua città natale. Recatosi nella Roma tardomanierista di Gregorio XIII, Fenzoni decorò la Loggia delle Benedizioni nella chiesa di San Giovanni in Laterano nel 1587. L’opera che gli procurò maggior successo e più commissioni pubbliche in questo periodo fu Mosè e il serpente di bronzo dipinto per la Scala Santa, per la quale il pittore realizzerà diversi affreschi nel 1588.
Successivamente al cantiere lateranense, sempre a Roma Fenzoni decorò la cappella di San Francesco in Santa Maria in Trastevere, la Biblioteca Vaticana e l’appartamento di Pio V, mentre negli ultimi anni Ottanta del Cinquecento il faentino contribuì alla realizzazione degli affreschi della Vita della Vergine in Santa Maria Maggiore.
Nell’ultimo decennio del Cinquecento l’artista si stabilì a Todi dove fu incaricato dal vescovo Angelo Cesi di decorare la grande controfacciata del duomo cittadino con il Giudizio Universale (1594).
Rientrato definitivamente nella sua città natale nel 1599, Fenzoni affrescò tra il 1612 e il 1616 le cappelle di San Carlo, della Madonna del Popolo e di San Savino all’interno della cattedrale di Faenza. Raggiunto un solido status borghese, nel 1634 il pittore ricevette dal Consiglio della città le cariche di Vicario e di castellano di Granarolo e nel 1640, per interessamento del cardinal Colonna, divenne cavaliere dello Speron d’oro.
Sveva Carnevale




