Madonna col Bambino

Madonna col Bambino

Giacomo Bertucci detto Jacopone da Faenza

data opera
1540 circa
tecnica
olio su tavola
dimensioni
descrizione breve

Restaurato nel 2024 grazie alla donazione di Federico D’Annunzio

n° inventario
188

Le immagini sono di proprietà della Pinacoteca Comunale di Faenza. Per l'utilizzo delle immagini, scrivere a infopinacoteca@romagnafaentina.it.

13 giugno 2025

Stato di conservazione
L’opera era in discreto stato di conservazione.
Il supporto, una tavola di 4 cm di spessore, ha mantenuto la planarità e non sono presenti traverse. Sono visibili alcuni fori di insetti xilofagi.
La pellicola pittorica presentava alcuni sollevamenti di colore che sono stati fissati con velinature applicate con una vernice o, comunque, con un adesivo a base solvente.
I colori risultano alterati per la presenza di sostanze superficiali ossidate.
La cornice, intagliata e dorata, non è coeva: presenta lacune nella doratura e numerosi fori di insetti.

Intervento eseguito

Dipinto
Sono state eseguite preliminarmente analisi multispettrali, al fine di rilevare cadute di colore, abrasioni e stuccature, per la verifica dello stato di conservazione e delle tecniche di assemblaggio della tavola lignea, per lo studio della tecnica esecutiva, dell’eventuale presenza di disegno, pentimenti, correzioni e stesure pittoriche sottostanti.

  • Indagine radiografica con sistema digitale a scansione ad alta risoluzione (493 dpi) con ricomposizione a mosaico: per rilevamento di cadute di colore, abrasioni stuccature. Verifica dello stato di conservazione e delle tecniche di assemblaggio della tavola lignea . Studio delle tecniche esecutive, dell’eventuale presenza di pentimenti, correzioni e stesure pittoriche sottostanti. L’osservazione delle riprese eseguite ha permesso di identificare delle aree scure discontinue, particolarmente presenti sulla veste della Madonna, sulla mano in basso e sulla gamba del Bambino.
  • Riflettografia infrarossa ad alta risoluzione: per il rilevamento delle tecniche di esecuzione , dell’eventuale disegno preparatorio, di eventuali ritocchi pittorici di restauro e per la migliore visualizzazione delle aree scure.L’osservazione della riflettografia eseguita ha permesso di identificare una modifica della mano del Bambino, forse dovuta ad un intervento di restauro; in basso a destra, a fianco del piede della Madonna, si intuisce una probabile modifica del lembo della veste, in origine più sviluppato verso il margine destro della tavola. Sullo sfondo si notava una colonna sulla destra e un accenno di architettura al di sopra della testa della Madonna. L’architettura sopra la testa della Madonna era intuibile anche attraverso l’osservazione con luce radente.
  • Ripresa fotografica della fluorescenza UV: l’osservazione mostrava la presenza di una vernice superficiale non omogenea e di ritocchi.
  • Foto in luce visibile ad alta risoluzione: per documentare lo stato di conservazione visibile dell’opera e per il confronto con quanto rilevato con le tecniche diagnostiche.
  • Rimozione delle veline con miscela di alcol etilico e ligroina ( 4:1), a tampone.
  • Il fissaggio della pellicola pittorica dove necessario è stato eseguito con colla di pelli ( 1: 20) con l’ausilio del termocauterio.adesivi per il fissaggio della pellicola pittorica.
  • Test di Feller modificato da Cremonesi, per l’identificazione dei solventi utili alla pulitura: la vernice superficiale era ben rimuovibile con alcol etilico. Al di sotto della vernice restavano macchie ed alterazioni non sensibili ai solventi organici.
    Su queste sono state provate soluzioni acquose con vari ph. La soluzione tampone a ph 9 permetteva di rimuovere , ma era necessaria una azione meccanica di sfregamento. Si è provato ad aumentare il tempo di contatto della soluzione con una emulsione grassa ma l’azione meccanica restava necessaria.
    Il metodo infine utilizzato per la rimozione di macchie e sostanze superficiali alteranti è stata l’applicazioneun solvent gel ottenuto con Ethomen C25+ poliacrilico Utrez21+acetone+ alcol benzilico+ acqua ( 4cc +0,75 gr+100ml+25ml+ 12,5ml) rimosso prima con tamponi a secco poi con una miscela di acetone e ligroina 1:1.
  • La stuccatura delle lacune della pellicola pittorica è stata realizzata con stucco a base di gesso di Bologna e colla di coniglio.
  • Il ritocco delle lacune è stato realizzato a tratteggio ad acquerello, nelle lacune di dimensione maggiore,con finitura a tratteggio con colori a vernice per restauro Maimeri e Gamblin. Le lacune minori sono state ritoccate con colori a vernice per restauro. Gli stessi sono stati utilizzati per velare alcune macchie della pellicola pittorica.
  • Verniciatura protettiva a pennello e nebulizzata: per la verniciatura a pennello è stata utilizzata una vernice Regal Dammar CTS, che è addizionata con 3% di Tinuvin 292 per stabilizzazione alla luce, diluita con white spirit al 50 %; per la verniciatura spray, la vernice Regal Gloss Cts.
  • Trattamento antitarlo a pennello con Permetrina in solvente ( Xilores Antares)

Cornice
La cornice intagliata e dorata a missione non è coeva al dipinto. Presentava una notevole patina di sporco oltre ad una probabile patina applicata per imitare l’invecchiamento.

Erano presenti alcuni sollevamenti del gesso e piccole lacune.

  • Fissaggio della doratura e della pellicola pittorica ( con colla di pelli 1:20)
  • La patina di sporco e la patina di invecchiamento artificiale erano asportabili con soluzioni acquose ma quella di invecchiamento era meno sensibile. Per questo, per la pulitura si è deciso di utilizzare una emulsione grassa con citrato a ph 8 che ci permetteva di graduare i risultati e rispettare la patina artificiale.
  • Stuccatura delle lacune con stucco a base di gesso di Bologna e colla di coniglio
  • Ritocco pittorico delle lacune ad acquerello
  • Leggera verniciatura superficiale con vernice da ritocco Lefranc.
  • Trattamento antitarlo con Permetrina in solvente ( Xilores Antares)
  • Rimontaggio dell’opera tramite molle in acciaio armonico ( Bresciani)
Relazione di restauro redatta da
Maria Letizia Antoniacci
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