Imago Pietatis
Questo piccolo tondo raffigura il Cristo morto che si erge dal sarcofago e dimostra al fedele le proprie stigmate e la ferita sul costato. Si tratta dunque della cosiddetta Imago Pietatis, iconografia assai diffusa in Italia nel corso del XIII secolo. La maggior parte degli studiosi è concorde nel riferire il tondo a Michele di Matteo e nel collocarlo nel periodo che segue il rientro da Venezia dell’artista, avvenuto nel 1436. Probabilmente, però, l’opera che si confronta meglio con questo tondo è il Cristo morto del polittico eseguito per la chiesa di Santa Maria dei Servi a Bologna (inv.247, Pinacoteca Nazionale di Bologna), risalente al 1462. L’opera della Pinacoteca di Faenza dovrebbe dunque datarsi agli inizi degli anni Sessanta del Quattrocento.
Il tondo costituiva probabilmente la parte centrale di una predella, in maniera analoga al Cristo morto posto al centro della predella del polittico di Nonantola (ora presso il Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra), che però è dipinto su una tavoletta rettangolare.

