Cristo nella piscina probatica (La piscina di Bethesda)
chiesa della Confraternita di San Giovanni Decollato detta della Buona Morte; Compagnia della Carità, depositato in Pinacoteca nel 1879
La Confraternita faentina di San Giovanni Decollato, detta della Buona Morte, commissionò la grande pala a Ferraù Fenzoni subito dopo il suo ritorno nella sua città natale, avvenuto nel 1599.
Il soggetto del dipinto tratto dal Vangelo di Giovanni (5,1-18) narra un miracolo avvenuto nella cosiddetta Piscina probatica (detta anche di Bethesda) a Gerusalemme: un ambiente a cinque portici sotto cui trovava rifugio un gran numero di infermi. Gesù, trovandosi in città per una festa ebraica, ne guarisce uno che era paralitico da trentotto anni. Nel dipinto la scena, che si svolge entro un’architettura di tipo classico, è interamente occupata dagli astanti, colti in movimenti concitati. Tutto è un turbinio di movimenti, gesti e panneggi che Fenzoni descrive con grande attenzione. Nell’angolo in basso a sinistra si scorgere un brano di natura morta composta da un fiasco, una ciotola e un panno bianco, mentre sul lato opposto si intravedono i resti di una colonna corinzia.

