Polittico con Incoronazione della Vergine, Imago Pietatis, Santa Perpetua e Annunciazione
Faenza, Chiesa dell'Abbazia delle sante Felicita e Perpetua
L’affresco è composto come un finto polittico con la Imago Pietatis e l’Annunciazione nelle cuspidi, e l’Incoronazione della Vergine e Santa Perpetua (una santa martire torturata nell’anfiteatro di Cartagine ad bestias nel III secolo) nel registro principale. La posizione d’onore della santa, a fianco della Madonna e di Cristo si può spiegare con la provenienza dell’affresco dalla chiesa dell’Abbazia delle sante Felicita e Perpetua di Faenza.
L’opera fu eseguita tra il 1439, al tempo del ritorno del pittore dal soggiorno forlivese, e il 1444, quando i canonici risiedono in questa nuova chiesa da poco costruita. Lo stile, che rimanda al finto polittico ad affresco eseguito da Jacopo di Paolo nella chiesa di san Francesco a Faenza, risente dei modelli dell’arte faentina già introdotti da Bitino da Faenza e Giovanni da Riolo, con il quale Guglielmo di Guido del Peruccino fu in stretto contatto.
- L. Réau, Iconographie des Saints P-Z Repertoires, in Iconographie de l’Art Chretien, III, Paris 1959, pp. 1061-1062[↩]
- A. Tambini, Pittura tardogotica in Romagna: il Maestro di Castrocaro e il Maestro della Madonna Lanz in “Paragone”, XXXVIII, 445, 1987, pp. 28-39[↩]
- segnalato già da Golfieri 1955; sostenuto da Benati 2003, p. 98; Tambini 2007[↩]
- C. Grigioni, La pittura faentina dalle origini alla metà del Cinquecento, Faenza 1935, p. 31[↩]

