Madonna col Bambino in trono fra San Michele Arcangelo e san Giacomo Minore, nella lunetta Padre eterno e serafini
Faenza, Orfanotrofio delle Femmine detto “delle Micheline”; 1879: ingresso in Pinacoteca
Nella lunetta è raffigurato Dio Padre benedicente, sorretto da una nuvola di serafini. Nella pala sottostante la Vergine Maria, con in braccio Gesù e seduta su un bizzarro trono dalle decorazioni geometriche. In basso, a sinistra, è raffigurato San Michele Arcangelo con la spada e l’armatura, mentre sul lato opposto si riconosce l’Apostolo Giacomo Minore, intento a leggere un libro. Dietro i personaggi si apre un paesaggio montagnoso, popolato da diverse figure. Vi sono raffigurati alcuni episodi legati al culto di San Michele: in alto a sinistra la miracolosa apparizione dell’Arcangelo a Roma, durante una pestilenza, sulla cima della Mole di Adriano (oggi nota come Castel Sant’Angelo); su tutto lo sfondo si sviluppa la leggenda cristiana di un toro che, sfuggito al suo padrone, si sarebbe fermato nel luogo in cui sarebbe stato poi fondato il monastero di San Michele a Monte Sant’Angelo, sul Gargano.
La presenza di Sant’Antonio nello sfondo, in basso a destra, vestito di scuro e col bastone, potrebbe alludere al nome dei due committenti: Antonio Santi e Antonio Maneghelli, priori della Compagnia di San Michelino di Faenza, che nel 1497 commissionarono a Marco Palmezzano la pala da porre nella chiesa della loro confraternita religiosa. Il dipinto venne poi consegnato dall’artista nell’anno 1500.

