Cornice di camino

Cornice di camino
opera di
ambito di Desiderio da Settignano (Settignano 1429/31- Firenze 1462) e Geri da Settignano (Settignano 1422/24- 1461/69)
data opera
1460-1470
tecnica
arenaria
dimensioni
295 x 238 x 25 cm
provenienza opera

Faenza, Palazzo comunale, diverse collocazioni; 1892: Pinacoteca Civica. L’opera riassemblata fu murata nell’allestimento del 1921 nella cosiddetta Sala Manfredi (S. Casadei, C. Casadei, Pinacoteca comunale di Faenza, Ravenna 2007, pp. 12-13).

descrizione breve

La mostra del camino, ricomposta e, a seguito di diversi spostamenti, murata, è costituita da una mensola con cornice modanata, decorata ad ovoli e dentelli. Nell’architrave sottostante, ai lati sotto le mensole, è scolpito a bassorilievo l’emblema della famiglia Manfredi, raffigurante gli strumenti per praticare i salassi. Al centro, in una ghirlanda sorretta da spiritelli di ispirazione donatelliana, figura un agnello abbracciato alla colonna, simbolo di Carlo II Manfredi, signore di Faenza tra il 1468 e il 1477. Il camino proviene dal palazzo del Comune, già residenza dei Manfredi e soggetto a un ampio rinnovamento nella seconda metà del XV secolo, ed è stato attribuito alla bottega di Desiderio da Settignano (Settignano 1429/31- Firenze 1462) gestita, assieme al fratello Geri (1422/24- 1461/69), a Firenze.

collocazione
n° inventario
199

Le decorazioni lungo i pilasti laterali della mostra del camino murato sono scolpite a festoni vegetali, trattenuti da nappe appese alle mensole intagliate, a forma di profonde volute fogliate. Festoni e ghirlande di foglie e frutta, derivanti dalla scultura funeraria antica, sono motivi ampiamente ripresi a partire dal Quattrocento, nei monumenti funebri (ad esempio nel monumento ad Alessandro Roselli di Pietro Lombardi a Padova o anche in quello dello sconosciuto scultore locale che intorno agli stessi anni del nostro camino realizza, nella cappella di San Terenzio del Duomo di Faenza, il monumento funebre di Andrea Severoli) e nei camini, come quello del museo Bardini di Firenze (n. inv. 240). Alle due estremità dell’architrave, scolpito a bassorilievo, è ripetuto simmetricamente l’emblema della famiglia Manfredi raffigurante gli strumenti per praticare i salassi, antica tecnica medica di estrazione del sangue: l‘apposita lancetta, la cordicella e la ferita stillante sangue. Al centro, in una ghirlanda sorretta da putti, l’agnello abbracciato alla colonna è lo stemma di Carlo II Manfredi, signore di Faenza tra il 1468 e il 1477 e responsabile del rinnovamento architettonico urbano e di ricostruzione del palazzo del Popolo, attuale palazzo del Comune. Nei numerosi ambienti, situati al piano nobile del palazzo, adibiti a residenza della famiglia da parte del signore e della sua corte, secondo una fonte locale seicentesca, Bernardino Azzurrini (1542- 1620), erano presenti “duoi [due] camini intagliati in pietra viva di mano di Donatello” (Azzurrini, ms. 72-VIII, c. 8r), dei quali quello qui esposto potrebbe essere l’unico conservato (Guidotti Magnani 2021). Il generico riferimento a Donatello era suggerito alla fonte antica dal motivo dei due spiritelli che si raffrontano in volo, quasi “planando”, desunto da sarcofagi antichi, introdotto nella scultura quattrocentesca nel tabernacolo del Sacramento nella basilica di San Pietro a Roma e in quello di Parte Guelfa a Orsanmichele a Firenze. Questo elemento si trova impiegato a Firenze, e non solo, a partire dalla metà del XV secolo fino al 1490 circa, nelle decorazioni di monumenti funebri o di complementi di arredo, dalle botteghe di scultori specializzate negli ornamenti lapidei di membrature architettoniche, portali, lavabi e camini, delle chiese e delle dimore fiorentine. Con molte somiglianze stilistiche i due putti reggistemma figurano anche in un camino proveniente da una residenza della famiglia Boni conservato al Victoria and Albert Museum (n. inv. 5896-1859) realizzato intorno al 1457, opera riconducibile alla bottega di Desiderio da Settignano (Settignano 1429/31- Firenze 1462) gestita insieme al fratello Geri (1422/24- 1461/69) a Firenze. A sostegno della provenienza del camino faentino dalla prolifica bottega di Desiderio, potrebbero riferirsi dei pagamenti recepiti dallo scultore nel 1456 per degli acquai e un camino, da parte del mercante d’arte Bartolomeo Serragli (Gentilini 2007; Gentilini 2011). Oltre che a Donatello e successivamente alla bottega di Desiderio (attribuzione accolta anche da Ferretti 2011, p. 62), il camino faentino è stato ricondotto a Francesco di Simone Ferrucci (per le diverse attribuzioni si veda Pellegrini 1994, p. 213, p. 215 n. 33) e a Giuliano da Maiano, anche in relazione alla presenza di quest’ultimo, a Faenza, per la progettazione della ricostruzione della cattedrale (Pellegrini 1994, p. 213).

AZZURRINI
B. Azzurrini, [Descrizione della città di Faenza], Biblioteca Comunale di Faenza, ms. 72- VIII

MESSERI- CALZI 1909
A. Messeri, A. Calzi, Faenza nella storia e nell’arte, Faenza 1909, pag. senza numero, tav. II

CASADEI 1991
S. Casadei, Pinacoteca di Faenza, Bologna 1991, pp. 38-39 n. 71 CON BIBLIOGRAFIA PRECEDENTE

PELLEGRINI 1991
L. Pellegrini, La produzione di camini a Firenze nel primo Rinascimento, in Giuliano e la bottega dei da Maiano, atti del convegno, Fiesole 13-15 giugno 1991), a cura di D. Lamberini, M. Lotti, R. Lunardi, Firenze 1994, pp. 213

FERRETTI 2011
M. Ferretti, La scultura nel Quattrocento. Storia delle arti figurative a Faenza, Faenza 2011, pp. 62-63

GENTILINI 2007
G. Gentilini, Scultura decorativa e arredi lapidei, in Desiderio da Settignano: la scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento, catalogo della mostra (Firenze, Museo Nazionale del Bargello, 22 febbraio – 3 giugno 2007) a cura di M. Bormand, B. Paolozzi Strozzi, N. Penny, Parigi 2007, p. 219-220

GENTILINI 2011
G. Gentilini, L’“amorevolezza del maestro” compagni e discepoli di Desiderio”, giovane eccellente nella scultura”, in Desiderio da Settignano, a cura di J. Connors, A. Nova, B. Paolozzi Strozzi, G. Wolf, Venezia 2011, pp. 104-105

GUIDOTTI MAGNANI 2021
D. P. Guidotti Magnani, Una piazza del Rinascimento. Città e architettura a Faenza nell’età di Carlo II Manfredi (1468-1477), Bologna 2021, pp. 65-66, note 186-191 a p. 97

Le immagini sono di proprietà della Pinacoteca Comunale di Faenza. Per l'utilizzo delle immagini, scrivere a infopinacoteca@romagnafaentina.it.

scheda opera redatta da
Alice Festi