Rutilio Manetti
Rutilio Manetti fu uno dei primi artisti senesi a essere influenzato dalle innovazioni apportate da Federico Barocci e dal tardo manierismo romano. In particolare, si distinse per la sua capacità di studiare l’espressione dei sentimenti umani e per la graziosa resa degli sfumati nelle sue opere. A partire dal 1615, in seguito al suo soggiorno romano, si avvicinò al naturalismo caravaggesco. Le prime opere documentante di Manetti risalgono al periodo intorno al 1597 e furono eseguite nella Sala del Concistoro a Palazzo Pubblico, a Siena. Qui, sotto la guida dei suoi maestri, Francesco Vanni e Ventura Salimbeni, il ventiseienne Manetti realizzò alcune lunette.
Egli si distinse per la realizzazione di un ciclo di affreschi nell’Oratorio di San Rocco, situato nella Contrada della Lupa a Siena. Intorno al 1615, lo stile di Manetti iniziò a evolvere in direzione del caravaggismo, tanto che si può distinguere chiaramente una seconda fase stilistica nettamente diversa dalla precedente. Questo periodo, che copre il terzo decennio del XVII secolo, segnò l’apice della sua carriera artistica, quando eseguì anche lo splendido Riposo durante la fuga in Egitto conservato nella chiesa di San Pietro alle Scale a Siena.
Manetti studiò attentamente non solo le opere di Caravaggio ma anche quelle dei suoi seguaci a Roma, tra cui Gerrit Van Honthorst, Valentin de Boulogne, Nicolas Tournier e Orazio e Artemisia Gentileschi. Tra le sue opere più significative, spiccano l’Assunzione della Vergine (1632) nella Abbazia di San Mercuriale a Forlì e Dante e Virgilio varcano le porte dell’Inferno, conservato nella Pinacoteca Nazionale di Siena. Tanto era riconosciuta la sua fama in città, che alla sua morte venne sepolto nel Duomo senese.
Sveva Carnevale

