Guido Reni

Bologna 1575 – 1642

Nato, cresciuto e vissuto tutta la vita a Bologna, Guido Reni fu tra i pittori più famosi in tutta Europa. Formatosi nella bottega del fiammingo Calvaert, poi sotto l’ala dei Carracci, innovò la pittura italiana volgendo sempre lo sguardo all’indietro, ingaggiando una tacita gara coi maestri del passato e Raffaello in particolare, del quale aveva sott’occhio a Bologna la pala della Santa Cecilia. Messosi in luce durante il suo breve soggiorno romano agli inizi del Seicento con l’affresco dell’Aurora nel Casino Rospigliosi, scalò fin da giovane la classifica dei maestri più pagati del suo tempo, arrivando a dominare la scena artistica bolognese della prima metà del Seicento. Le sue invenzioni smaltate, intrise di profonda spiritualità, divennero una pietra di paragone per l’arte devozionale del mondo cattolico. Iconici rimangono alcuni suoi dipinti come il Sansone della Pinacoteca Nazionale di Bologna, dalla grazia quasi “ellenistica”, e l’Atalanta e Ippomene del Museo del Prado di Madrid o della versione al Museo di Capodimonte a Napoli, databili sul finire del secondo decennio del Seicento.

Opere in Pinacoteca