Girolamo Negri detto il Boccia

Bologna 1648 – post 1721

Girolamo Negri fu soprannominato Il Boccia forse per la sua grande passione per il vino. Sul pittore le notizie biografiche sono ancora oggi frammentarie, ma seguendo la sommaria biografia messa assieme dall’erudito Marcello Oretti, il pittore entrò dapprima nella bottega del pittore Domenico Maria Canuti per poi passare a quella di Lorenzo Pasinelli alla partenza di Canuti per Roma nel 16721 . Dieci anni più tardi Negri si trova a Faenza a decorare la volta della chiesa dei Celestini (oggi perduta). Tra le altre commissioni pubbliche affidate al pittore si ricordano quelle per i padri gesuiti di Modena e Mirandola: il grande Martirio di San Bartolomeo dipinto nella controfacciata per l’omonima chiesa di Modena nel 1688 e l’ancona raffigurante San Liborio che adora la Beata Vergine a Mirandola (oggi in seguito al terremoto del 2012 conservata al museo civico di Mirandola).

Dopo il successo in territorio modenese Negri dipinse opere di carattere sacro anche a Bologna: San Pietro e l’angelo per la sagrestia della cattedrale di San Pietro e due opere perdute per l’oratorio di San Giovanni dei Fiorentini nel 1699. Parallelamente alla produzione di opere pubbliche, Negri dipinse moltissime teste di carattere, ossia un genere autonomo di pittura molto in voga a Bologna che consisteva nel rappresentare delle teste senza particolari connotazioni ritrattistiche. Dal 1699 poche sono le informazioni sulla vita del pittore del quale si hanno notizie solo fino al 1721, quando consegnò opere a Pompeo Aldrovandi.

  1. M. Oretti 1760-1780 ca., ms. B. 130, Biblioteca dell’Archiginnasio, Bologna, pp. 42-45. []
Opere in Pinacoteca