Fra Damiano Zambelli da Bergamo
Damiano Zambelli nacque intorno al 1480 da una famiglia bergamasca di maestri di legname. Dopo la formazione a Venezia, entrò in qualità di frate converso nel convento domenicano dei Santi Stefano e Domenico di Bergamo, ove nel 1520, per la cappella maggiore della chiesa, realizzò, assieme ai suoi collaboratori familiari, il presbiterio intarsiato. Preso l’abito di frate predicatore, intorno al 1527-1528, fra Damiano “da Bergamo”, come era solito “firmare” le sue opere, si trasferì nel convento di San Domenico di Bologna. Qui, si occupò di abbellire la chiesa, realizzando il dossale per il presbiterio dei frati, gli arredi della cappella di San Domenico e, infine, il monumentale coro composto da 104 sedili, che lo vide impegnato a più riprese fino all’anno della sua morte. La composizione stilistica delle scene sacre rappresentate nei pannelli deriva da incisioni a stampa o da cartoni preparatori realizzati da pittori, quali Girolamo Marchesi da Cotignola, Biagio Pupini, Baldassarre Peruzzi e Girolamo da Treviso. Inoltre, grandi effetti illusionistici delle superfici sono ottenuti attraverso la colorazione delle essenze di legnami e l’impiego di inserti polimaterici. Queste caratteristiche resero le tarsie di fra Damiano molto apprezzate tanto che realizzò veri e propri “quadri di tarsia” indipendenti per ammiratori e collezionisti influenti, fra i quali Carlo V, Alfonso d’Este, Paolo III, Francesco Guicciardini, Claude d’Urfé e Sabba da Castiglione.
Alice Festi

