Elisabetta Sirani
La maggiore dei cinque figli di Giovanni Andrea Sirani e Margherita Masini, iniziò la carriera artistica all’interno della prolifica bottega del padre, pittore anch’egli e assistente di Guido Reni. Qui, oltre alla teoria e alla pratica della pittura, Elisabetta apprese le tecniche di stampa e le ultime novità dell’acquaforte, e poiché in quanto donna non era ammessa alle lezioni dell’Accademia del Nudo, riuscì a esercitarsi nel disegno anatomico studiando i calchi in gesso, i disegni e i dipinti collezionati dal padre, mercante d’arte oltre che pittore. Presto divenne famosa grazie ai suoi “quadretti da letto” devozionali, prevalentemente Madonne con Bambino che a detta del biografo bolognese Carlo Cesare Malvasia erano le più belle dai tempi di Guido Reni (C.C. Malvasia, 1678, ed. 1841, II, p. 476). Tra le sue opere più celebri troviamo il grande Battesimo di Cristo dipinto per la chiesa di San Girolamo della Certosa a Bologna, firmato e datato 1658. È la prima commissione prestigiosa affidata in città alla pittrice, che nel 1660 fu eletta professore a pieno titolo dell’Accademia d’arte di San Luca a Roma. Dopo il successo della tela per la Certosa, l’élite cittadina iniziò ad apprezzarla e a commissionarle soprattutto ritratti allegorici e piccole tele di tema sia sacro che profano.
Elisabetta Sirani morì improvvisamente nel 1665 all’età di ventisette anni, di peritonite nonostante i contemporanei imputassero la morte a un avvelenamento. Venne sepolta nella chiesa di San Domenico a Bologna: la sua tomba è accanto a quella di Guido Reni.
Sveva Carnevale


