Catarino Veneziano
Catarino di Marco è un pittore documentato nelle terre di Venezia e della Dalmazia tra il 1365 e il 1390. Il primo documento che accenna la sua esistenza presenta una quietanza per la dote di sua moglie Franceschina di Nicoletto Garzoni. Già la sua prima opera, la perduta croce dipinta del 1367 per la chiesa di Sant’Agnese a Venezia, lo mette in rapporto con un altro pittore, Donato Veneziano, probabile maestro di Catarino. Cinque anni dopo, la firma di entrambi compare sulla tavola con l’Incoronazione della Vergine, oggi conservata alla Fondazione Querini Stampalia, provocando una forte discussione tra gli studiosi che mettono in dubbio l’intervento di Catarino per una evidente difformità di stile. Nonostante ciò, i due pittori ricompaiono assieme nel 1386, quando a entrambi vennero commissionati un crocifisso e due anconette per il convento dominicano di San Platone a Zara. Dallo stesso documento deriva il suo patronimico sulla base del quale si ipotizza che Catarino sia un figlio del pittore Marco di Martino, fratello di Paolo Veneziano.
Forse la presenza dei nomi, in alcuni casi come quello della Querini Stampalia, potrebbe essere un riferimento alla bottega dei due artisti, senza necessariamente indicare il ruolo dell’esecutore. Tra le altre opere firmate da Catarino vi sono due tavole nella Galleria dell’Accademia di Venezia: una Incoronazione della Vergine, datata 1375, e un polittico dal medesimo soggetto. Si conoscono inoltre con la stessa iconografia e firma un polittico del Walters Museum (inv. 37.635) e una piccola tavoletta del Worcester Museum (inv. 1923.213). La documentazione sul pittore termina il 25 ottobre 1390, quando venne menzionato per il restauro del Crocifisso nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a Treviso.
Daria Borisova

