Bottega di Rossello di Iacopo Franchi
Rossello di Iacopo probabilmente nasce a Firenze attorno 1376, da Iacopo del Rosso e Caterina. Il primo documento che riguarda la sua attività risale al 1397, quando il pittore si immatricola all’Arte dei Medici e degli Speziali. Per tutta la vita abitò insieme al fratello minore Giunta, prima in via Cornacchini e in seguito nel palazzo de’ Cerchi, dove in seguito sono registrate anche le loro famiglie (Rossello si sposa ben due volte; la seconda volta con una sorella del pittore Giovanni di Piero di Bartolo Landi). Dal 1430 i fratelli prendono in affitto anche la bottega, situata a pochi passi dalla loro casa.
La prima opera certa del pittore, documentata nel 1408, gli fu commissionata da un medico assai celebre nella Firenze del tempo, Niccolò di Francesco Falcucci. Si trattava di una tavola con San Biagio destinata a uno dei pilastri di Santa Maria del Fiore. Già dalle prime opere – come il polittico con la Madonna col Bambino e santi del Museo della Collegiata di Empoli (inv. 17), il trittico dell’Annunciazione e santi del Museo Civico di Pistoia (inv. 26) e il trittico della Strossmayerova Galerija di Zagabria (inv. 2) – il pittore dimostra una predilezione per i modi di Lorenzo Monaco e Lorenzo Ghiberti.
Fra il terzo e il quarto decennio del Quattrocento si registra un leggero cambiamento di stile, quando Rossello inizia a guardare ad altri artisti, come ad esempio Masaccio. In questo periodo dipinge una Croce per la chiesa di San Michele a Rovezzano, sulla quale si leggeva un tempo la data (il 1419 o il 1424), lavora a diverse miniature nel graduale per la pieve di Santo Stefano a Prato (1429), nell’antifonario della Compagnia di Bigallo (1431) e firma un maestoso polittico con l’Incoronazione della Vergine proveniente dalla chiesa di Santa Maria al Sepolcro (Le Campora), su cui è iscritta una data parzialmente conservata, “MCCCXX–” , un anno che Talbert Peters 1 propone di individuare nel 1425. Infine, nel 1439 firma l’Incoronazione della Vergine oggi nella Pinacoteca Nazionale di Siena (inv. 608).
Dagli anni quaranta, la parabola di Rossello di Jacopo Franchi entra in una fase calante. Attorno al 1442 muore il fratello Giunta e il pittore inizia a lavorare di meno. Ha più di settant’anni quando, insieme con Ventura di Moro, nel 1445 riceve la commissione di decorare la facciata della Loggia del Bigallo, guastata da un incendio, con Storie della vita di San Pietro Martire. Rossello vi lavora per due anni, dopodiché, già nel catasto del 1447, viene segnato come inattivo; quattro anni dopo perde la vista e il tremore delle mani di cui soffriva gli impedì definitivamente di lavorare. Avrebbe dettato il proprio testamento e sarebbe morto nel 1456, venendo poi sepolto nella Basilica di San Lorenzo.
- C. Talbert Peters, Rossello di Jacopo Franchi: portrait of a Florentine printer, ca.1376-1456, tesi di dottorato, Indiana University, 1981[↩]
Daria Borisova

