Bottega di Baldassarre degli Embriachi
Baldassarre degli Embriachi, la cui nascita si colloca nei primi anni Trenta del Trecento nella famiglia fiorentina degli Obriachi o Ubriachi, trascorse la sua infanzia nella città papale di Avignone. Nel 1368 tornò nella sua città natale, Firenze, dove prestò giuramento all’Arte del Cambio ed esercitò numerose attività commerciali negli anni seguenti. Nel 1369, dopo aver venduto all’imperatore Carlo IV delle perle per l’imperatrice, ricevette il titolo di conte palatino. Negli stessi anni, soggiornava periodicamente a Venezia, città dove i suoi interessi si andavano radicando. Dopo il tumulto dei Ciompi a Firenze, nel 1378 fu promosso nella parte guelfa e popolare. All’improvviso, nello stesso anno, compare nei documenti inglesi per dei commerci con il re Riccardo II. Passò due anni al suo servizio, dopodiché tornò di nuovo a Firenze dove fece legittimare i figli dalla Signoria, comprò numerose terre, diede in sposa la propria figlia e in tal modo s’imparentò con delle importanti famiglie fiorentine (ad esempio Capponi). Durante questi anni fiorentini, Baldassarre impiantò una bottega in cui, molto probabilmente, non operava come scultore in prima persona, ma come “un industriale artistico” che affidava l’esecuzione delle opere allo scultore Giovanni di Jacopo, attivo fin dagli anni sessanta del secolo.
Nel 1393 si spostò a Venezia, dove già soggiornava un ramo della sua famiglia, per divenirne cittadino due anni dopo, fuggendo dalle accuse dalla Repubblica di Firenze per il suo legame con Gian Galeazzo Visconti (gli anni erano quelli del conflitto col duca di Milano a causa delle sue mire sulla Toscana).
In effetti, dal 1398 Baldassarre sembra essere sempre stato in viaggio: in otto anni visitò Lombardia, Francia, Catalogna, Spagna e Portogallo. Tra i suoi clienti compaiono, oltre all’imperatore Carlo IV e al re d’Inghilterra Riccardo II, il duca di Berry Giovanni di Valois e il re d’Aragona Martino I.
La bottega di Baldassarre produceva prevalentemente cofanetti nuziali, trittici per la devozione privata e, su richiesta dei committenti, anche pale d’altare. Sono solo due le opere sicuramente datate entrambe eseguite per i Visconti e destinate alla Certosa di Pavia: due forzieri oggi ricomposti in forma di armadio presso il Metropolitan Museum of Art (inv. 17.190.490) e il trittico oggi nella sacrestia della Certosa, del febbraio del 1400.
Nel 1406 aggiornò il suo testamento. Morì, probabilmente, nel corso di un viaggio da Venezia a Roma (anche Giovanni di Jacopo muore in quegli anni, in un momento imprecisato tra il 1401 e il 1406). La bottega continuava a esistere oltre la data della sua morte fino al 1433 ca.
Daria Borisova

