Alessandro Tiarini
Alessandro Tiarini fu allievo dei pittori manieristi Prospero Fontana e Bartolomeo Cesi. Dopo la morte di Fontana nel 1597, egli si recò a Firenze nel 1599 per perfezionarsi con il Passignano, e nel capoluogo toscano decorò il convento di San Marco con le storie dell’evangelista. Tornò a Bologna nel 1606 e si avvicinò al naturalismo carraccesco, riuscendo a fonderlo con lo stile tardomanierista toscano. Grazie all’appoggio di Ludovico Carracci, ottenne di eseguire la grande pala con il Martirio di Santa Barbara per la Basilica di San Petronio. A questa prima commissione pubblica ne seguirono altre per diversi luoghi di culto della città, come gli affreschi per il convento di San Michele in Bosco (1614) o la grande tela con San Domenico che risuscita un bambino per l’omonima chiesa bolognese (1614-1618). Nella produzione della maturità, il pittore si avvicinò alle novità della nascente scuola bolognese di Guido Reni e Guercino e, interessato alla rilettura del cromatismo veneto e correggesco, col tempo schiarì la tavolozza e a conferì maggiore naturalezza alla composizione. A partire dal 1621 Tiarini fu impegnato nella grandiosa decorazione ad affresco all’interno della Basilica della Madonna della Ghiara di Reggio Emilia, commissione che lo legò alla città fino al 1629. Nella città emiliana realizzò anche altre opere di carattere sacro, come La Santissima Trinità supplicata dalla Vergine, per l’Oratorio della Trinità, successivamente collocata nella chiesa di San Pietro.
Tornato a Bologna, si ritirò e lasciò la sua bottega al pittore Giovanni Andrea Sirani.
Sveva Carnevale


