Sant’Ippolito e San Benedetto

Sant’Ippolito e San Benedetto

Giovanni Battista Bertucci il Vecchio

data opera
1506
tecnica
olio su tavola
dimensioni
59 x 135 cm
provenienza opera

dalla chiesa dei Santi Ippolito e Lorenzo in Faenza a seguito delle soppressioni napoleoniche, 1797

descrizione breve
n° inventario
116

Le immagini sono di proprietà della Pinacoteca Comunale di Faenza. Per l'utilizzo delle immagini, scrivere a infopinacoteca@romagnafaentina.it.

27 giugno 2023

Le opere del polittico, in discrete condizioni conservative, presentavano uno stato di degrado che si focalizzava, principalmente, sull’alterazione delle colle e vernici stese nei precedenti interventi di restauro.
La superficie, infatti, non evidenziava sollevamenti di colore, crettature o fenditure importanti con un’eccezione sulla tavola raffigurante i Santi Ippolito e Benedetto.

Dopo lo smontaggio delle tavole dalle cornici, si è eseguito il controllo capillare della superficie dipinta per escludere, in questo caso, il distacco e sollevamenti del colore.
Si sono eliminate le polveri dalla superficie lignea del retro con l’aspirapolvere e dei pennelli per poi stendere a più mani ed in tempi diversi il PEREXIL 10 (PERMETRINA).
Si è intervenuti sulle lesioni con cunei lunghi cm5 con angolo di 60° della stessa essenza del legno costitutivo (pioppacee), si è intervenuti a mano con pialletto e scalpelli ricurvi per seguire meglio il supporto originale.

Terminata la cura del supporto ligneo si è intervenuti sulla superficie dipinta facendo delle prove di pulitura per poter individuare il tipo di solvente o soluzione migliore ad eliminare le sovrapposizioni di vernici, di colle e ritocchi che offuscavano e alteravano la leggibilità dell’opera.
Si è individuata una successione di utilizzo di solventi che sono risultati idonei ad eliminare le vernici , i residui di colla e le ridipinture dell’ultimo intervento di restauro. Sono stati utilizzati piccoli tamponi di cotone imbevuti e, in alcuni casi, si è rifinito a secco con l’ausilio di bisturi.
I solventi che sono stati utilizzati sono : Metiletilchetone, xilolo, alcool, dimetilsolfossido, white spirit. Le percentuali, le associazioni sono variate a seconda dello strato e della tenacia della materia da rimuovere.

Completata la pulitura sono state stuccate le mancanze di colore e di materiale ligneo, i fori di tarlo con uno stucco a base di gesso Bologna setacciato e lievemente totalizzato ad imitazione del colore della preparazione originale e di colla animale (coniglio). Sono stati lisciati e livellati gli stucchi e si è stesa, a protezione e nutrimento, la vernice REGAL VARNISH RETOUCHING CTS stesa a pennello.

Si è potuto iniziare un attento ed accurato intervento di ritocco eseguito con i colori a vernice per il restauro, la tipologia del degrado estetico consisteva principalmente nella superficie dipinta piena di micro cadute di colore, sgranature, di disomogeneità della superficie e di perdite di parti di preparazione e/o colore, lacune.
Il tipo di degrado prevalente era la sgranatura che ha coinvolto il 70% dell’intervento estetico. Si è risolto con una accurata integrazione a punta di pennello per ridare consistenza e interezza alle figure.

Durante il riordino estetico si sono stese numerose mani di vernice retouching nebulizzata per poter, mano a mano, riequilibrare gli assorbimenti e le disomogeneità fino a che non si è ritenuto necessario.
L’intervento estetico insieme alla pulitura hanno ridato leggibilità e valore alla policromia, alle velature ed alle figure che Bertucci il Vecchio così magistralmente aveva dipinto.

Relazione di restauro redatta da
Isabella Cervetti
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