Madonna con Bambino

Madonna con Bambino

Angelo Zoppo

opera di
data opera
1470-1480
tecnica
tempera su tavola
dimensioni
40 x 50,5 cm
provenienza opera

acquisto, 1884

descrizione breve

Il dipinto a tempera su tavola raffigura, dietro un parapetto marmoreo, su fondo di paese, la Madonna che tiene il Bambin Gesù in piedi sul parapetto. Il cielo è cosparso di nubi bianche, nel fondo si vede a sinistra un poggio a picco, coronato di cipressi, a destra un tratto di montagne nevose. La cornice cinquecentesca ha fregi dipinti in oro.

L’opera è stata acquistata nel 1884 e proviene dalla raccolta di Leonida Caldesi, celebre fotografo faentino, esule a Londra comandante garibaldino cantato da Carducci come il Leone di Romagna. La vicenda attributiva di questa opera è lunga e complessa. In casa Caldesi era considerata opera di Andrea Mantegna, il cui nome si vede scritto a inchiostro sul retro della tavola. Caduta questa ipotesi, caratterizzata da quanto testimoniato da Ennio Golfieri per cui al Mantegna erano attribuite nell’Ottocento e forse anche prima molte Madonne di tipo veneto esistenti in case faentine, i critici hanno generalmente riconosciuto un’appartenenza dell’opera agli artisti che hanno raccolto l’eredità di Mantegna nella Padova di fine Quattrocento. E’ una tavoletta il cui «substrato mantegnesco sembra addolcirsi verso tenerezze lagunari fra Antonello e Giovanni Bellini» ha scritto nel 1964 Ennio Golfieri che ha attribuiti successivamente l’opera a Tommaso Bragadin, pittore di cui non ci è nota nessuna opera ma documentato. Recentemente Sergio Momesso, in occasione della mostra dedicata ad Andrea Riccio e alla passione per l’antico del Rinascimento tenuta a Trento nel 2008, ha datato l’opera al 1490 circa riconoscendo, dubitativamente, l’attribuzione ad Angelo di Silvestro detto lo Zoppo. Mauro Lucco e Andrea De Marchi hanno identificato un gruppo di opere, comprensive della Madonna della Pinacoteca, attribuendole ad Angelo Zoppo che va identificato, grazie alle ricerche di Raimondo Callegari, con Angelo di Silvestro, uno degli ultimi allievi accolti da Squarcione nella sua bottega padovana.

Fonte: PatER-Catalogo regionale del patrimonio culturale | https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=55261

n° inventario
181

BERENSON 1936
B. Berenson,
Pitture italiane del rinascimento, Hoepli Editore, Milano 1936, p. 121

HEINEMANN 1962
F. Heinemann, Giovanni Bellini e i belliniani, Neri Pozza Editore, Venezia 1962, V. I, p. 217

LUCCO 1977
M. Lucco, Il Santo, rivista francescana di storia dottrina arte, Centro Studi Antoniano, Padova 1977, p. 118

CASADEI 1991
S. Casadei, Pinacoteca di Faenza, Calderini, Bologna 1991, p. 48, n. 92

BACCHI GIACOMELLI 2008
A. Bacchi, L. Giacomelli, Rinascimento e passione per l’antico. Andrea Riccio e il suo tempo, Printer Trento, Trento 2008, pp. 246-247

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