Madonna col Bambino in trono tra i santi Bernardino da Siena, Giovanni Battista, Celestino papa e Antonio da Padova

Madonna col Bambino in trono tra i santi Bernardino da Siena, Giovanni Battista, Celestino papa e Antonio da Padova

Giovanni Battista Bertucci il Vecchio

data opera
1511
tecnica
olio su tavola
dimensioni
75 x 123 cm
provenienza opera

forse dalla distrutta chiesa del monastero dei Celestini in Faenza a seguito delle soppressioni napoleoniche, 1797

descrizione breve
n° inventario
178

Le immagini sono di proprietà della Pinacoteca Comunale di Faenza. Per l'utilizzo delle immagini, scrivere a infopinacoteca@romagnafaentina.it.

29 luglio 2023

Prove di pulitura
Il test di Feller ha permesso di identificare diversi strati filmogeni:
1 cera: rimozione con acetone+ligroina 4:6 fd 77
2 vernice resinosa e ritocchi: rimozione con acetone+ligroina 70:30 fd 62
3 vernice resinosa:rimozione con acetone+ligroina 8:2 fd 57
4 sostanze non sensibili a solventi organici ma a soluzioni acquose di citrato di ammonio a partire da ph 7, molto lentamente, migliorando con ph8.

Sotto le sostanze rimosse la superficie appariva molto macchiata, con gocciolature molto evidenti anche in fluorescenza UV.
Il procedimento di pulitura seguito é stato il seguente: rimozione delle vernici con le miscele di solventi selezionate con il test di Feller, in successione; rimozione delle sostanze sensibili alla soluzione acquosa con emulsione grassa a base di 4g Brij 35, 90 ml ligroina, 10 ml di acqua con aggiunta di citrato di ammonio al 3% a ph8, lasciata agire per un tempo variabile dai 5 agli 8 minuti; dopo la rimozione della emulsione con ligroina, rapido lavaggio con soluzione neutralizzante a ph8. Su alcune macchie é stato aggiunto alla emulsione grassa qualche goccia di alcol benzilico.
La pulitura, dopo la rimozione delle vernici ossidate, é stata condotta in modo molto graduale: i colori apparivano macchiati da una sostanza assorbita nelle porosità e con una patina grigia disomogenea. Le macchie erano più evidenti nei colori chiari delle vesti dei santi francescani e del cielo ed il volto di San
Bernardino era cosparso di innumerevoli macchioline tondeggianti. Nella zona ai piedi delle figure é presente una colorazione bruna, frutto anche dell’alterazione del verde resinato di rame, in parte trovato quasi inalterato lungo il limite inferiore del dipinto, dove era coperto dalla cornice. A causa di
una pregressa “incauta” pulitura nella zona bruna erano visibili i segni di gocciolature verticali e macchie informi.
I fissaggi della pellicola pittorica sono stati eseguiti con colla di coniglio in proporzioni 1:13, con l’uso del termocauterio per asciugare.
Sono stati stuccati i fori di tarlo con balsite e successivamente con lo stucco a base di gesso di Bologna e colla di coniglio, utilizzato anche nelle lacune. Alcuni vecchi stucchi, bene eseguiti e ben conservati, sono stati riutilizzati.
I ritocchi sono stati eseguiti dapprima con delle basi a tempera.
La verniciatura a pennello é stata realizzata con vernice Damar additivata con 0,5% in peso di Tinuvin 292 come stabilizzante.
Dopo le velature eseguite con colori a vernice per restauro Maimeri e Gamblin, con tecnica mimetica e a tratteggio nelle lacune di dimensioni maggiori, é stata eseguita una leggerissima verniciatura spray con Regal CTS.
Il trattamento antitarlo per imbibizione con Xilores Antares ha anticipato il successivo trattamento in anossia da parte della ditta M.A.G.ecologica di Moreno Comandini.
La cornice é stata pulita con ligroina ed é stato aggiunto un listello sul retro per aumentarne la profondità e permettere il corretto alloggiamento della tavola, fissata con vincoli elastici.

Relazione di restauro redatta da
Maria Letizia Antoniacci
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