fol. 12
B 1790 circa
B 425 x 300 mm
A
Giuseppe Valadier, Orologio da tavolo con la variante del corredo ornamentale di gusto egizio o d’ispirazione classica, 1785 circa, grafite, penna, inchiostro bruno, acquerello bruno, grigio, verde, rosa, rosso, rosso scuro su carta, mm. 425 x 290; iscritto a penna in alto a destra: “B”. Si conoscono alcuni orologi (almeno tre) ispirati molto puntualmente a questo disegno usciti dalla bottega dei Valadier a partire dalla metà degli anni Ottanta del Settecento, uno dei quali destinato al casino nobile di Villa Borghese. Un orologio molto vicino al progetto nell’album di Faenza, ma con alcune varianti, compare in un flebile schizzo a matita in collezione privata, compiuto a Roma nel 1806 dall’architetto senese Agostino Fantastici in cui è raffigurato un orologio di gusto egizio sopra un camino all’interno del casino nobile di Villa Borghese (González-Palacios in L’oro di Valadier 1997, p. 139; González-Palacios 2018, pp. 242-245, p. 434, fig. 9_35, p. 435, fig. 9_36; González-Palacios 2019, p. 103).
Molti elementi di questo disegno si ritrovano anche in due dei sei orologi commissionati allo scultore romano Carlo Albacini dalla regina di Napoli Maria Carolina in occasione delle nozze del principe ereditario Francesco con Maria Clementina d’Austria nel 1797. Gli orologi furono realizzati tra 1796 e 1797. Per la loro ideazione ed esecuzione Albacini chiamò a collaborare Giuseppe Valadier e Filippo Tagliolini (Rotili 2018, pp. 248-257).
Bibliografia: González-Palacios in L’oro di Valadier 1997, p. 139, n. 32, González-Palacios 2018, p. 245, fig. 5_37; Leone 2019a, p. 83; Leone 2019b, pp. 74, 79; Rotili 2018, p. 254, fig. 8; Valadier . Segno e architettura 1985, pp. 397, 399, n. 563.
B
Giuseppe Valadier, Orologio da tavolo con due Atlanti e quadrante circolare, 1790 circa, grafite, acquerello giallo, verde, verde scuro, grigio e rosso su carta, mm. 425 x 300; numerato in alto a sinistra: “14”; iscritto a penna in alto a destra: “A”.
Ispirati a questo disegno, e a un altro molto simile pubblicato da Valeriani nel 1997, si conoscono due orologi: uno in collezione privata e l’altro al museo Duca di Martina alla Villa Floridiana di Napoli (Valeriani in L’oro di Valadier 1997, p. 139; González-Palacios 2018, p. 242, fig. 5_34; González-Palacios 2019, p. 102).
Bibliografia: González-Palacios 2018, p. 242, fig. 5_33; Leone 2019a, p. 83; Leone 2019b, p. 74; Valeriani in L’oro di Valadier 1997, p. 205, n. 86.



