Giornata di studi in onore di Anna Tambini Strocchi – 24 gennaio 2026

Informazioni sui relatori

Daniele Benati
Già professore ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università di Bologna, dopo aver insegnato nelle Università di Udine e di Chieti-Pescara, si occupa della pittura in Emilia e in Romagna dal XIV al XVII secolo. Autore di svariate pubblicazioni, a partire dalle monografie su La bottega degli Erri e la pittura del Rinascimento a Modena (1988), Francesco Bianchi Ferrari (1990), Jacopo Avanzi (1992) eAlessandro Tiarini (2001), ha curato le mostre dedicate al Trecento riminese (Rimini 1993), Vitale da Bologna (Bologna 2010), Giovanni da Modena (Bologna 2015), Piero della Francesca e la sua riscoperta in età moderna (Forlì, 2016), oltre ad altre su Melozzo da Forlì (Forlì 2009), la pittura di Controriforma (Forlì, 2018), Annibale Carracci (Bologna-Roma 2006), il Guercino (Piacenza 2017 e Cento 2020), Guido Cagnacci (Rimini 1992 e Forlì 2007). È vicepresidente della Fondazione “Roberto Longhi” di Firenze e fa parte del Consiglio Scientifico della Fondazione “Federico Zeri” dell’Università di Bologna, nonché del Comitato di redazione delle riviste di storia dell’arte “Paragone” e “Nuovi studi”.

Antonella Capitanio
È stata professore associato di Storia dell’arte moderna all’Università di Pisa, dove ha insegnato “Storia delle arti applicate e dell’oreficeria” e “Storia delle arti decorative e industriali”.
Specialista nello studio delle argenterie marcate e delle oreficerie di uso liturgico, è autore tra l’altro di Orafi e marchi lucchesi dal XIV al XIX secolo (1986), Arte orafa e Controriforma. La Toscana come crocevia (2001), Arte orafa a Lucca(2010), nonché di svariati contributi in cataloghi di mostre e musei, tra cui i tesori delle cattedrali di Genova (2012), Aosta (2013), Pisa (2022) e i musei diocesani di Cortona (2008), Livorno (2011) e Volterra (2018).
Costante è stata inoltre la sua attenzione alle arti tessili, dalla cura del catalogo della mostra dei paramenti sacri della distrutta chiesa greco-ortodossa della SS. Trinità di Livorno (1978), a quella del convegno internazionale Le arti del tessuto filati, disegni e colori (Lucca 2022) i cui atti sono attualmente in corso di stampa.

Cecilia Cavalca
Storica dell’arte, laureata all’Università di Bologna e specializzata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha conseguito il dottorato in Storia dell’arte moderna presso l’Università di Ginevra. L’ambito delle sue ricerche è rivolto in particolare all’arte dell’Italia settentrionale, con una speciale attenzione alle tecniche di costruzione e pittoriche, alla storia della committenza e alla circolazione dei modelli in area mediterranea; il Rinascimento bolognese, e più in generale le relazioni artistiche che legano l’Emilia Romagna a Firenze, Venezia e Roma, sono al centro dei suoi interessi di studio. Tra i numerosi contributi pubblicati, presso Silvana Editoriale, i volumi: La Pala d’altare a Bologna nel Rinascimento: opere, artisti e città, 1450- 1500 (2013); con Mauro Natale, Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna. La riscoperta di un capolavoro (2020) e Volti nella pittura. La ritrattistica a Bologna nel secondo Quattrocento, 1455 -1485 (2021).

Marco Collareta
Nato a Merano (Bolzano) nel 1952, dal 1971 al 1975 ha frequentato l’Università di Pisa, laureandosi in Lettere moderne con una tesi in Storia della critica d’arte. Normalista, dal 1975 al 1978 è stato perfezionando presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove nel 1981 è divenuto ricercatore.
Dal 1993 al 1997 ha insegnato come professore associato presso l’Università di Udine e, dal 1997 al 2002, presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Professore ordinario presso l’Università di Bergamo dal 2002 al 2007, è poi passato all’Università di Pisa, dove ha tenuto corsi di “Storia dell’Arte Medievale”, “Storia della Miniatura e delle Arti Suntuarie nel Medioevo” e “Storia delle tecniche artistiche” fino all’ottobre 2022.
I suoi studi riguardano la storia dell’arte tra tardo medioevo e prima età moderna, con particolare riguardo per l’oreficeria, la scultura e le fonti letterarie.

Fabrizio Lollini
Nato a Bologna, insegna “Storia dell’arte medievale”, “Alimentazione e arti visive”, “Didattica della storia dell’arte” e “Storia della miniatura” presso l’Università di Bologna, dove svolge attività didattica per la laurea triennale e magistrale come professore associato; è membro del collegio di dottorato di Storia delle arti di Venezia Ca’ Foscari. Collabora con alcuni Master dell’ateneo bolognese, ed è stato invitato per lezioni e conferenze dal Musée du Louvre di Parigi e dall’Université François Rabelais di Tours (Francia), dal Dickinson College di Carlisle (USA) e dalla Mandalay University (Myanmar); è autore di circa 200 pubblicazioni, in prevalenza dedicate alla decorazione libraria e alla pittura dal XIII al XV secolo.

Raffaele Mannai
Si è laureato all’Università degli studi di Cagliari in Beni culturali e spettacolo con una tesi sulla pittura neorealista in Italia nel Secondo dopoguerra. Per la tesi di laurea magistrale, conseguita all’ Università di Bologna, ha approfondito lo studio dell’architettura romanica in Sardegna (secc. XI-XIII). Nel 2021 ha vinto una borsa di ricerca presso la Fondazione di Studi di Storia dell’arte Roberto Longhi di Firenze con un progetto sulla miniatura duecentesca, mentre nel 2023 ha terminato il percorso di studi presso la Scuola di specializzazione in Beni storico-artistici di Bologna con una tesi sul revival architettonico medievale in Sardegna, soprattutto romanico, fra Ottocento e Novecento. E’ attualmente un perfezionando (PhD) in Storia dell’arte presso la Scuola Normale Superiore di Pisa con un progetto di ricerca sulla fortuna dei classici latini miniati nella miniatura bolognese fra Duecento e Quattrocento. I suoi interessi di ricerca riguardano l’arte e l’architettura medievali (secc. XI-XV). In particolare, si è occupato negli ultimi anni di architettura romanica in Sardegna, di neomedievalismo architettonico e di miniatura duecentesca di ambito tosco-emiliano”

Fabio Massaccesi
È professore associato di Storia dell’arte medievale all’Università di Bologna, dove dirige la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici ed è vice-coordinatore del dottorato. La sua ricerca riguarda la committenza artistica, la miniatura, la pittura monumentale e i contesti architettonici medievali, con particolare attenzione all’Emilia-Romagna e all’iconografia tra XII e XV secolo, lo spazio del sacro e gli allestimenti liturgici medievali. Dirige la rivista Intrecci d’arte  ed è responsabile per Bologna del progetto PRIN DAISI – Anastilosi digitale e interpretazione interattiva degli spazi: nuove metodologie per la storia dell’arte. Ha promosso e co-curato convegni internazionali: tra i più recenti,  L’arredo dell’altare. Le arti per il rito nell’Europa e nel Mediterraneo medievali (2024) e Visibile Cantare. Testo, immagine e musica nella Chiesa di Bologna tra XI e XV secolo (2024). Negli ultimi anni ha curato volumi, mostre e saggi sulla miniatura e sulle pratiche devozionali medievali ed è membro del comitato editoriale della collana internazionale The Senses and Material Culture in a Global Perspective.

Mauro Minardi
Formatosi presso l’Università Cattolica di Milano e l’Università di Firenze, si occupa in prevalenza di pittura italiana del tardo Medioevo e del Rinascimento, con particolare attenzione per l’area centro-italiana e l’ambito del medio-alto Adriatico. Ha pubblicato una monografia sui fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni (2008) e una su Paolo Uccello (2017), nonché numerosi saggi e articoli, nati altresì da partecipazioni a vari convegni internazionali. Ha ricevuto fellowship presso l’Harvard Center di Villa I Tatti a Firenze e il Metropolitan Museum of Art di New York; ha inoltre collaborato con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna e ha insegnato per diversi anni Storia dell’arte medievale presso l’Università della Basilicata e il polo ravennate dell’Università di Bologna. È stato membro di comitati scientifici di mostre e convegni sulla pittura del Tre e Quattrocento. Il suo metodo di ricerca si fonda sulla filologia e la connoisseurship, così come sullo studio dei contesti di committenza. I suoi interessi includono la storia del collezionismo di primitivi a cavallo fra Ottocento e Novecento e le relazioni tra arti figurative e letteratura nello stesso periodo, argomento cui ha dedicato il suo ultimo libro (Come la bestia e il cacciatore. Proust e l’arte dei conoscitori, 2022).

Carmen Ravanelli Guidotti
Si è laureata in Lettere con indirizzo in Storia dell’Arte, presso l’Università di Firenze, con una tesi sull’influsso orientale nella maiolica italiana.
Allieva del Professor Giuseppe Liverani, dal 1976 al 1979 ha collaborato stabilmente con la Direzione del Museo Int. delle Ceramiche in Faenza. Dal 1979 al 2013, presso il Museo faentino ha svolto il ruolo di Conservatore alle collezioni retrospettive.
Dal 1977 ha pubblicato articoli, saggi, cataloghi di mostre e monografie. Ha tenuto conferenze e svolto relazioni a convegni sull’arte della ceramica, in Italia e all’estero. Dal 1996 al 1999 ha avuto l’incarico di “Storia delle Arti Applicate e dell’oreficeria”, presso l’Università di Bologna, sede di Ravenna. Dal 1995 al 2002 ha insegnato “Storia della maiolica italiana”, presso la Scuola di Specializzazione in Storia  dell’Arte dell’Università di Firenze.

Torna al programma >>