Sacra Famiglia

Sacra Famiglia

Felice Giani

opera di
data opera
1800 circa
tecnica
tempera grassa su tavola
dimensioni
34,7 x 48,2 cm
provenienza opera

1965, lascito Luigi Zauli Naldi

descrizione breve

La tavoletta è emblematica della produzione del Giani a soggetto sacro, prevalentemente riservata ad opere di piccole dimensioni per una committenza privata di amici ed estimatori.

La Sacra famiglia, soggetto particolarmente caro al pittore e più volte affrontato, gli permetteva di esprimere il carattere più umano e universale di una religione profondamente legata anche alla dimensione terrena. Nel dipinto della Pinacoteca la Madonna è intenta a nutrire il Bambino con una piccola coppa, mentre San Giuseppe spilla del vino da una botte: gesti quotidiani e simbologie cristologiche (il vino dell’Eucaristia) sono affiancati con grande naturalezza e bonaria ironia. L’ambiente e gli arredi a metà tra il domestico e l’improvvisato, suggeriscono che la famiglia sia colta in un momento di riposo durante un viaggio.

Eccezionale risulta la tecnica, una tempera molto liquida stesa in modo rapido su un supporto quasi senza preparazione. La figura della Madonna, in primo piano, presenta in particolare un tratto velocissimo con colori stesi a macchia e modellati solo con l’accenno di un segno grafico essenziale. Il risultato è un’immagine in cui l’immediatezza della tecnica e l’occasionalità della scena, colta come in presa diretta, trovano efficace corrispondenza.

collocazione
n° inventario
492

La Pinacoteca di Faenza possiede un importante nucleo di opere a soggetto sacro di Felice Giani. Il pittore, famoso per la sua personale interpretazione del Neoclassicismo in grandi cicli decorativi a tema profano e mitologico, esercitò in realtà per tutta la vita anche il tema religioso, in opere effimere per apparati sacri, pale d’altare e più di frequente in piccoli dipinti a destinazione privata. A questa tipologia appartiene la piccola tavola che rappresenta una Sacra famiglia, soggetto particolarmente caro al pittore e più volte affrontato, perché permetteva lui di esprimere il carattere più umano e universale di una religione profondamente legata anche alla dimensione terrena. La Madonna è intenta a nutrire il Bambino con una piccola coppa, mentre San Giuseppe spilla del vino da una botte: gesti quotidiani e simbologie cristologiche (il vino dell’Eucaristia) sono quindi affiancati con grande naturalezza e bonaria ironia. Il contesto ha carattere dichiaratamente popolare per l’ambiente e gli arredi a metà tra il domestico e l’improvvisato, suggerendo forse che la famiglia sia colta fortunosamente in un momento di riposo durante un viaggio.

Eccezionale risulta la tecnica, una tempera molto liquida stesa in modo rapido su un supporto quasi senza preparazione. La figura della Madonna, in primo piano, presenta in particolare un tratto velocissimo con colori stesi a macchia e modellati solo con l’accenno di un segno grafico essenziale. Il risultato è un’immagine in cui l’immediatezza della tecnica e l’occasionalità della scena, colta come in presa diretta, trovano efficace corrispondenza.

BASIGLIO 2010
V. Basiglio, a cura di, Felice Giani. Maître du Neoclassicisme italien à la cour de Napoléon, catalogo della mostra (Parigi, Mairie du Ve Arrondissement 21, 8-22 febbraio 2010), Alessandria 2010, p. 71.

CORBARA 1950
A.Corbara, Ancora sul Giani preromantico, in ”Paragone”, I, 1950, n. 9, pp. 45-50.

OTTANI CAVINA 1999
A.Ottani Cavina, Felice Giani (1758-1823) e la cultura di fine secolo, Milano 1999, pp. 650, 651.

VITALI 2023
M. Vitali in Felice Giani. Artista anticonvenzionale tra fascino dell’antico e tensioni preromantiche, catalogo della mostra a cura di V. Basiglio, M. Vitali (Tortona, Palazzo Guidobono, 16 settembre-17 dicembre 2023), Genova 2023, p. 168 e scheda n. 15 p.185.

Le immagini sono di proprietà della Pinacoteca Comunale di Faenza. Per l'utilizzo delle immagini, scrivere a infopinacoteca@romagnafaentina.it.

scheda opera redatta da
Marco Servadei Morgagni