Madonna

Madonna

Giovanni Luteri detto Dosso Dossi Battista di Niccolò Luteri detto Battista Dossi

data opera
1534
tecnica
olio su tavola
dimensioni
32,5 x 40 cm
provenienza opera

due frammenti della distrutta pala d’altare La disputa di Gesù tra i dottori nel tempio già nella Cappella Bosi nel duomo di Faenza

descrizione breve

Opera abbinata con Fariseo.

n° inventario
186

Le immagini sono di proprietà della Pinacoteca Comunale di Faenza. Per l'utilizzo delle immagini, scrivere a infopinacoteca@romagnafaentina.it.

18 marzo 2023

Descrizione del supporto:
Il supporto del dipinto raffigurante la testa della Madonna si compone di due piccole assi di legno di pioppo unite a facce piane e poste in senso orizzontale. Sul lato sinistro, osservato da dietro, è scavata parte della sede di una traversa a coda di rondine. Questa lavorazione sembra originale, anche se sul lato obliquo potrebbero averci lavorato al tempo del sezionamento del dipinto.
Il dietro del supporto nella parte superiore è stato leggermente spianato contro vena, tale intervento si estende per due terzi dell’altezza del supporto. In alto sono stampati dei numeri probabilmente d’inventario; alcune colature di vernice rossa hanno marcato il supporto seguendo la direzione dall’alto al basso.
Come si capisce dall’immagine dipinta, dalle dimensioni del supporto, dallo spessore della tavola e dalla sede della traversa, il dipinto faceva parte di un’opera di maggiori dimensioni. Considerato la posizione della testa della Madonna e la sede della traversa, il dipinto originale aveva le assi poste in senso orizzontale.
Intervento:
Pulitura del dietro con pennello e spugna rigida e compatta. Costruzione di una traversa i legno di castagno che si inserisce nella sede presente nel supporto. Il collegamento della traversa al supporto è fatto con un meccanismo che garantisce i movimenti di dilatazione restringimento del supporto e di regolazione delle deformazioni da imbarcamento. Il congegno di collegamento si compone di un piccolo cilindro in legno a tronco di cono che contiene al centro una vite oscillante, la vite passa lo spessore della traversa e riceve nella parte superiore della traversa una molla conica la cui pressione è regolata da un dado a cappello posta al vertice della vite. La traversa ha nella parte inferiore lo spazio per ricevere il piccolo cilindro, ha un foro nello spessore di 1 cm per il passaggio della vite e per eventuali movimenti, ha nella parte superiore la sede per accogliere la molla conica. La scelta di applicare la traversa risponde a due fattori conservativi, equilibrare il supporto nella parte ridotta dalla sede della traversa originale, dotare di un minimo di controllo il supporto anche se all’estremo margine della tavola.
I quattro lati dello spessore del dipinto sono chiusi da un listello di legno di pioppo di spessore cinque millimetri fermato con piccoli chiodi senza testa, il listello è colorato con tempera nera.

Relazione di restauro redatta da
Ciro Castelli
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