San Girolamo

San Girolamo

Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi)

data opera
1460-1466 circa
tecnica
legno
stoppa e gesso dipinti
dimensioni
141 x 35 x 26 cm
provenienza opera

Faenza, chiesa di San Girolamo degli Osservanti, Cappella Manfredi; entrato in Pinacoteca nel 1879 a seguito delle soppressioni postunitarie

descrizione breve

La scultura proviene dalla cappella Manfredi nella chiesa di San Girolamo degli Osservanti e raffigura il santo nel periodo in cui si ritirò nel deserto siriano a vivere di digiuni e dure penitenze, come quella di battersi il petto con un sasso fino a farlo sanguinare. La critica, già da tempo, ha identificato l’opera con il San Girolamo “di legname” che, secondo Giorgio Vasari, Donatello realizzò per Faenza. La paternità dell’opera è però tutt’oggi oggetto di un vivace dibattito critico: se, da un lato, alcuni studiosi continuano a riconoscervi la mano di Donatello, altri propongono invece il nome di Bertoldo di Giovanni, suo allievo e collaboratore. In ogni caso, il San Girolamo faentino è indissolubilmente legato alla celebre Maddalena penitente intagliata da Donatello per il Battistero di San Giovanni a Firenze, tanto da poter sostenere che queste due sculture lignee derivino da una stessa mente creativa.

n° inventario
168

San Girolamo, spogliato delle sue vesti, è raffigurato nell’atto di percuotersi il petto, mentre rivolge lo sguardo verso un punto imprecisato sulla sua sinistra. L’iconografia è quella del Santo quando, negli anni 375-376, si ritirò nel deserto a vivere di digiuni, preghiera e penitenze. In questo capolavoro della scultura lignea del Rinascimento la critica ha da tempo riconosciuto il San Girolamo “di legname” che, secondo il grande storiografo aretino Giorgio Vasari, Donatello realizzò per la città romagnola. Tale identificazione trova un’ulteriore eco nella testimonianza del senese Ettore Nini che, in una guida di Faenza del 1630, ricorda “il San Girolamo di legno” come “di Donatello” (Carabellese 2023). L’importanza dell’opera per il panorama artistico locale è attestata, inoltre, dal disegno eseguito da Sigismondo Foschi, pittore faentino ma di formazione fiorentina, che immortalò la scultura in un disegno, un tempo appartenuto al cardinale Leopoldo de’ Medici, e oggi conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi (inv. 5135F: si veda da ultimo Ng 2019, p. 417). Ciononostante, le circostanze della sua commissione e la sua cronologia restano a tutt’oggi controverse. Non è ben chiaro se l’opera sia da legare al mecenatismo di Astorgio II Manfredi o del figlio Federico, vescovo di Faenza dal 1470 al 1478. Questa incertezza divide la critica anche sull’attribuzione dell’opera, poiché i due personaggi, seppur vissuti a pochi anni di distanza, sono separati da un momento cruciale: la morte di Donatello, avvenuta nel 1466. Questo dato cronologico ha portato a un vivace dibattito tra i sostenitori di una paternità donatelliana, che legano dunque la commissione ad Astorgio II, e, dall’altra, coloro che postdatano l’opera al vescovato di Federico, ipotizzando una mano diversa. Una tappa significativa nel percorso critico della scultura è stata la mostra Donatello e i suoi (Firenze 1986), dove il San Girolamo fu presentato con una scheda di Bruce Boucher che ne sosteneva la paternità donatelliana. Tuttavia, pochi anni dopo, James Draper incluse l’opera nella sua monografia dedicata a Bertoldo di Giovanni (1992), il “creato di Donatello, esperto bronzista, maestro di scultura e anche intagliatore” (Lucidi 2016). Questa ipotesi ha trovato il sostegno di autorevoli studiosi, come Gianluca Amato (2022), Alfredo Bellandi (2004-2005), Francesco Caglioti (2008a; 2008b; 2009-2010; 2019) e Massimo Ferretti (2011), che sostengono la paternità di Bertoldo evidenziando delle affinità tra il San Girolamo e alcuni bronzetti attribuiti con certezza all’artista. Eppure, non si può ignorare il dialogo serratissimo che lega il San Girolamo alla Maddalena penitente lignea di Donatello, intagliata per il Battistero di San Giovanni a Firenze. I due condividono il corpo dalla carne smagrita, accentuata dalle vene gonfie che premono sotto alla pelle di lattice, le ciocche di capelli addensati e aggrovigliati che circondano i volti scheletrici, segnati da un’espressione sconvolta. Inoltre, entrambe le figure sono caratterizzate da una posa instabile e precaria, con i piedi poggiati su uno sprone roccioso, come se stessero per scivolare da un momento all’altro, tipicissima delle figure scolpite da Donatello. Con tutta probabilità, il San Girolamo fu commissionato all’anziano scultore negli ultimi anni della sua carriera, quando era impegnato nei lavori dei pulpiti bronzei della chiesa di San Lorenzo. In questo contesto, l’artista era circondato dai suoi allievi, tra cui Bertoldo di Giovanni, che potrebbero aver collaborato all’esecuzione della scultura faentina. Ciò che è certo, è che dietro al San Girolamo consumato dalla penitenza non può che esserci la stessa mente che ha concepito la Maddalena del Battistero fiorentino, ossia Donatello.

Amato 2022
G. Amato, Il “Giovane platonico” di Bertoldo di Giovanni, ovvero il “Ritratto di Giovanni Cavalcanti, “amico unico” di Marsilio Ficino, in “Prospettiva”, 183, 2022, pp. 16-67 (in particolare pp. 37-49)

Bellandi 2004-2005
Alfredo Bellandi, La scultura lignea del Rinascimento a Firenze: 1400-1520, tesi di dottorato, Università degli Studi di Perugia, a.a. 2004-2005, pp. 140, 142

Boucher 1986
B. Boucher, in Donatello e i suoi. Scultura fiorentina del primo Rinascimento, catalogo della mostra (Firenze, Forte di Belvedere, 15 giugno – 7 settembre 1986), a cura di A. Phipps Darr e G. Bonsanti, Firenze 1986, scheda 56, pp. 172-174

Caglioti 2008a
F. Caglioti, Il Crocifisso del Bosco ai Frati di fronte ai modelli di Donatello e Brunelleschi, in Mugello culla del Rinascimento, Giotto, Beato Angelico, Donatello e i Medici, catalogo della mostra (Vicchio di Mugello, Museo d’Arte Sacra e Religiosità Popolare Beato Angelico; San Piero a Sieve, convento di San Bonaventura al Bosco ai Frati; Borgo San Lorenzo, Museo della Manifattura Chini; Scarperia, Palazzo dei Vicari; Firenze, Palazzo Medici Riccardi, 29 maggio – 30 novembre 2008), a cura di B. Tosti, Firenze 2008, pp. 125-163 (in particolare pp. 156-160)

Caglioti 2008b
F. Caglioti, Il “Crocifisso” ligneo di Donatello per i Servi di Padova, in “Prospettiva”, 130-131, 2008, pp. 50-106 (in particolare pp. 68, 76-78)

Caglioti 2009-2010
F. Caglioti, Donatello miracoloso. Il crocifisso ligneo dei Servi, in “Atti e memorie dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti”, CXXII, 2009-2010 (2010), pp. 59-85 (in particolare p. 85)

Caglioti 2019
F. Caglioti, Bertoldo’s place between Donatello and Michelangelo, in Bertoldo di Giovanni. The Renaissance of Sculpture in Medici Florence, catalogo della mostra (New York, The Frick Collection, 18 settembre 2019 – 12gennaio 2020), a cura di A. Ng, A.J. Noelle, X.F. Salomon, New York 2019, pp. 81-108 (con bibliografia precedente), pp. 96-99

Carabellese 2023
Bruno Carabellese, Ettore Nini e un’inedita guida artistica di Faenza, con nuove notizie sul donatelliano S. Giovanni Battista ligneo, in “Studi di Memofonte”, 31, 2023, pp. 72-81

Draper 1992
J. Draper, Bertoldo di Giovanni. Sculptor of the Medici household, Columbia 1992, pp. 186-197

Ferretti 2011
M. Ferretti, Il San Girolamo “di legname”: Bertoldo di Giovanni, in Storia delle arti figurative a Faenza, vol. IV, La scultura del Quattrocento, Faenza 2011, pp. 96-110, in particolare pp. 101-107

Lucidi 2016
D. Lucidi, in “Fece di scoltura di legname e colorì”, scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze, catalogo della mostra (Firenze, Gallerie degli Uffizi, 21 marzo 2016 – 27 agosto 2016), a cura di A. Bellandi, Milano 2016, scheda 3, pp. 166-167 (con bibliografia precedente)

Ng 2019
A.Ng, in Bertoldo di Giovanni. The Renaissance of Sculpture in Medici Florence, catalogo della mostra (New York, The Frick Collection, 18 settembre 2019 – 12 gennaio 2020), a cura di A. Ng, A.J. Noelle, X.F. Salomon, New York 2019, scheda 18, pp. 417-423

Stiberc 2019
P. Stiberc, St. Jerome in the Pinacoteca Comunale in Faenza. A Carved and Modeled Sculpture, in Bertoldo di Giovanni. The Renaissance of Sculpture in Medici Florence, catalogo della mostra (New York, The Frick Collection, 18 settembre 2019 – 12 gennaio 2020), a cura di A. Ng, A.J. Noelle, X.F. Salomon, New York 2019, pp. 273- 289

Le immagini sono di proprietà della Pinacoteca Comunale di Faenza. Per l'utilizzo delle immagini, scrivere a infopinacoteca@romagnafaentina.it.

scheda opera redatta da
Beatrice Rosa