Niccolò di Segna

ante 1331 - Siena, post 1350

Già dalla nascita Niccolò di Segna era destinato a fare arte: suo padre, Segna di Bonaventura, anch’egli pittore, era nipote di Duccio di Buoninsegna. In effetti Niccolò, insieme al fratello Francesco, si formò nella bottega del padre, come dimostrano le sue prime opere, che però stilisticamente ricordano anche di Ugolino di Nerio (Siena c. 1285-1339).

Il primo documento in cui il pittore viene menzionato è il contratto d’affitto di due anni per una bottega a Siena, datato 4 novembre 1331: il documento, dove è citato come “Niccolaus pictor olim Segne pictoris de Senis”, indica non solo una sua attività indipendente, ma anche il fatto che fosse maggiorenne – dunque che avesse più di 21 anni – e in grado di stipulare, il che permette di collocare la sua nascita ai primi del Trecento. Con la sua prima attività autonoma si collega l’esecuzione del polittico n.38 (diviso tra la Pinacoteca Nazionale di Siena e la Galleria Cini di Venezia) che mostra un debito nei confronti dello stile aristocratico degli angeli della Maestà di Simone Martini e dove, stando alle testimonianze, nel Seicento si poteva ancora leggere la firma di Niccolò, purtroppo oggi scomparsa. Il pittore lascia anche la data 1336 sulla Madonna col Bambino proveniente dalla Rotonda di San Galgano (ora al Museo Diocesano a Chiusdino) e quella del 1345 sulla croce dipinta dalla badia di San Michele in Poggio (ora alla Pinacoteca Nazionale di Siena), unica opera rimasta con la sua firma.

Proprio in questi anni si colloca anche la sua attività di frescante per la Pieve di Santi Leonardo e Cristoforo a Monticchiello (in provincia di Siena) e nella cappella Spinelli di Santa Maria dei Servi a Siena.

Documenti del 1346 e del 1348 attestano l’attività dell’artista per due chiese di Sansepolcro, Sant’Agostino e San Giovanni Evangelista. Proprio per quest’ultima, il pittore eseguì forse la sua opera più importante, il polittico della Resurrezione, in cui prese ispirazione dai modi di Pietro Lorenzetti, a partire dalla forma identica della tavola centrale e utilizzando con schemi compositivi simili a quelli usati da Pietro nella basilica inferiore di San Francesco ad Assisi. La data 1350 di una tavoletta di Biccherna in collezione privata, attribuita a Niccolò di Segna, mette in dubbio l’ipotesi che il pittore sia morto durante la peste del 1348.

scheda biografica redatta da

Daria Borisova

Opere in Pinacoteca
  • Niccolò di Segna
    San Benedetto e San Galgano