Teseo fanciullo con Ercole
Congregazione di Carità di Faenza
L’opera ritrae in uno scenario architettonico l’episodio di Teseo fanciullo con Ercole. i due protagonisti sono ritratti in primo piano, circondati da molti astanti, attenti a quanto succede: Teseo, mentre impugna un’accetta davanti a Piteo, è trattenuto dalla madre per il braccio.
Sul retro della cornice un cartellino della Congregazione di Carità di Faenza attesta che il quadro è uno dei saggi inviati dall’autore, da Roma, alla Congregazione che gli aveva concesso un sussidio affinchè potesse attendere a studi artistici, negli anni 1805-1811. L’opera entrò nella Pinacoteca di Faenza nel 1879, grazie all’interessamento di Federico Argnani che la ottenne in deposito dalla Congregazione. Il soggetto ritratto appartiene al vasto repertorio di racconti e leggende mitologici su Teseo: un giorno Ercole, ospite di Piteo, espose la pelle di un leone sul pavimento del palazzo provocando la paura di tutti i bambini, eccetto Teseo che allora aveva sette anni e che strappò un’arma ad un servo per avventarsi sul leone. Erroneamente il soggetto del quadro è sempre stato citato dalle guide e dalla critica come “Teseo fanciullo alla corte di Minosse”. L’opera costituisce un importante documento della vita e dell’arte del Sangiorgi, di cui si conoscono al momento solo altre due tele a olio: il “San Pietro” del 1817 (Pinacoteca di Bologna) e il “Bruto che condanna a morte i suoi figli” conservato presso la pinacoteca faentina, quanto mai problematico. Casadei (1993) ritiene il quadro: “dipinto di evidente influsso camucciniano a cui il rigore costruttivo e la fissità statuaria delle figure (Ercole, per esempio) conferiscono un’atmosfera stranamente sospesa”.
Fonte: PatER-Catalogo regionale del patrimonio culturale | https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=55033

