Giovanni Battista Ruoppolo

Napoli, 1629 - Napoli, 1693

Giovanni Battista Ruoppolo è l’uomo chiave della natura morta meridionale nel passaggio al secondo ‘600. Nato a Napoli nel 1629, di cinque anni più vecchio di Luca Giordano (1634-1705) e in grado di mettersi in luce alla vigilia della Peste (1656), non sappiamo con certezza di chi fosse discepolo. Un gruppo di tele stilisticamente coerenti (di cui l’esemplare faentino è tra i più preziosi, non foss’altro per la presenza della data inscritta) ne ha fatto supporre un contatto con uno specialista di generazione più antica e marcata ascendenza caravaggesca: Luca Forte, scomparso nel 1670.

Nel prosieguo Ruoppolo imboccherà una strada, potremmo dire, più decisamente barocca: le composizioni acquistano un tono festoso e scenografico, di innegabile impatto decorativo. Aprendosi al massimo livello di presentazione, le nature morte accolgono autentici trofei vegetali dove l’artista dà mostra di dipingere, con pari virtuosismo, frutta (particolarmente uve) e pesci. Non fa meraviglia che le antenne barocche di Giordano captassero l’abilità mimetica del pittore fino a coinvolgerlo nell’esecuzione di quattro grandi nature morte con figure per la serie commissionata da Gaspar Mendez de Haro, marchese del Carpio, per la Festa del Corpus Domini del 1684 (per un excursus sull’artista cfr. G. Forgione, Giovanni Battista Ruoppolo, ad vocem, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 89, 2017, pp. 259-261).

Opere in Pinacoteca
  • Giovanni Battista Ruoppolo
    Ortaggi, frutta, pani e trancio di tonno