
09/01/2025
11 gennaio – 9 febbraio: Omaggio a Felice Giani
Dall’11 gennaio al 9 febbraio 2025 vi aspettiamo in Pinacoteca per la mostra Omaggio a Felice Giani: un focus sulle opere di Giani presenti nelle collezioni comunali, nell’ambito del progetto allestito nella vicina Galleria della Molinella, dove – nelle stesse date – sono espositi i 22 fogli originali dell’album “da Faenza a Marradi”.
Per l’occasione, saranno visibili in Pinacoteca opere di Felice Giani provenienti dalle collezioni del Comune di Faenza, tra i quali alcuni dipinti di Giani, tra i pochi rimasti di un artista che si dedicò soprattutto alla decorazione ad affresco, assieme a disegni provenienti dalle collezioni della Biblioteca comunale e apparati per la cerimonia di beatificazione di S. Leonardo.
Inaugurazione: venerdì 10 gennaio 2025, ore 18, alla Galleria della Molinella di Faenza.
Felice Giani e Faenza
Felice Giani è il maggiore protagonista della civiltà neoclassica a Faenza, dove arriva per la prima volta nel 1786.
Per la città fu un periodo di splendore, come vediamo ancora oggi nelle architetture eleganti di tanti palazzi, nella pittura, nella scultura e nell’artigianato.
Giani, artista errabondo e decoratore di fama, lavora freneticamente in diverse città, richiesto dalla committenza del ceto sociale emergente in età giacobina poi napoleonica: Faenza, Forlì, Bologna, Cesena, Modena, Ferrara, Venezia, in Francia a Montmorency, oltre naturalmente a Roma.
Fu Faenza, tuttavia, la sua patria di elezione, poiché qui l’artista ha lasciato la propria impronta non solo con capolavori straordinari, ma anche con il progetto della “Scuola di Disegno”, che
riuscì a realizzare grazie al credito di cui godeva, alla rete di amicizie influenti e alla disponibilità degli artisti locali.
Questa iniziativa didattica darà luogo infatti ad un’esperienza unica, determinante per gli sviluppi nel settore delle arti e dell’artigianato artistico, dando l’avvio alla cultura figurativa dell’Ottocento faentino.
L’artista
Felice Giani (San Sebastiano Curone 1758 – Roma 1823) fu attivo nel periodo segnato dal fascino esercitato dall’antico sulle arti tutte.
Erano gli anni delle grandi scoperte archeologiche, delle discussioni e delle esercitazioni ad esse ispirate nell’ambito delle accademie, e Roma era il centro di questo fermento culturale.
Il genere più congeniale all’artista fu quello della decorazione murale delle dimore patrizie, dove riuscì a celebrare i sogni e le ambizioni dei committenti non solo ambientandoli in un favoloso, raffinato mondo antico, ma anche adattandoli alle esigenze dell’abitare e della vita quotidiana. Espressione felice di una nuova concezione degli spazi e degli ambienti, la decorazione era frutto di una progettazione unitaria, preceduta da una vasta preparazione attraverso disegni e bozzetti.
Giani fu del resto disegnatore brillante e instancabile, autore di una produzione sterminata tanto da poter affermare che non esiste un museo che non abbia anche solo un suo disegno.
Nella sua opera è difficile separare il disegno dalla pittura, poiché spesso il disegno si fa autentica pittura, mentre sia nella decorazione che nella produzione più ridotta ad olio e tempera su tela si impone il segno veloce e spezzato che traduce l’idea con grande sintesi.
