In prima pagina

Il più antico istituto museale della Romagna, costituito nel 1796, dove “c’è la storia di una città che è stata una capitale artistica”*.

Una storia illustrata da 200 opere d’arte, dalla Croce dipinta del 1200 a Donatello e ai capolavori del Rinascimento, fino ai quadri del grande novecento italiano di De Chirico, Savinio e Morandi.

Pinacoteca Comunale di Faenza

Monografia nella collana del sistema museale della Provincia di Ravenna,
prelevabile in formato pdf.

EVENTI IN PINACOTECA

GIOVEDI' 22 FEBBRAIO,
ore 18,00
VENERDI’ 23 FEBBRAIO,
ore 17,30
VENERDI’ 9 MARZO,
ore 17,30
GIOVEDI’ 15 MARZO,
ore 17,30
GIOVEDI’ 22 MARZO,
ore 17,00
Conferenza di Pietro Lenzini sul tema:

Tipologia dell’altare a parete nella Faenza del Settecento

Organizzata dagli Amici dell’Arte di Faenza.

Conferenza di Marcella Vitali di presentazione della mostra di Forlì.

Organizzata dalla sezione di Faenza di Italia Nostra.

Conferenza di Paolo Ciampi di presentazione della pubblicazione “L’aria ride” su Sibilla Aleramo e Dino Campana
Conferenza di Pietro Lenzini e Georgiadis su Balla e Bendandi

Organizzata dall’osservatorio Bendandi

Conferenza di Patrizia Capitanio sul museo Di Arte Contemoranea presso il Palazzo Comunale di via Zanelli (sede del Settore Territorio).
Seguirà la visita al Museo di via Zanelli

Organizzata dagli Amici dell’Arte di Faenza.

MOSTRA IN CORSO

Una generazione stroncata. Barbieri, Malmerendi e Nonni: tre artisti romagnoli nella Prima Guerra Mondiale.
20 ottobre 2017 – 1  aprile 2018

PROVINCIA DI RAVENNA

MUSEO IN/FORMA
Rivista del Sistema museale della Provincia di Ravenna
anno XXI, n. 60 / novembre 2017
prelevabile in formato pdf

Vai alla pagina con tutti i numeri pubblicati della rivista

Una città, Faenza, che cambia aspetto nel giro di una generazione [a fine Settecento] e che vede architetti come Giuseppe Pistocchi, come Giovanni Antonio Antolini, artisti come Felice Giani e Antonio Trentanove realizzare la più straordinaria fusione di architettura, scultura, pittura e arti applicate quale mai si era visto prima e mai più si vedrà sotto il cielo d’Italia*.

*  Le citazioni sono tratte da pubblicazioni di Antonio Paolucci

Visita

ORARI DI VISITA

Sabato, Domenica e i giorni festivi:
Ottobre-Maggio: 10:00-18:00
Giugno-Settembre: 10:00-13:00 | 15:00-19:00

Dal Martedì al Venerdì: 10:00-13:00
suonando il campanello di Via S.Maria dell’Angelo 5 oppure telefonando al numero 0546 680251.

Lunedì chiuso.

INGRESSO

Biglietto: 3 euro a persona.

Ingresso gratuito:
– Primo sabato e domenica del mese
– Ragazzi fino a 16 anni, studenti delle scuole di Faenza, tour operator, giornalisti, portatori di handicap, soci ICOM, possessori di Romagna Visit Card, altre categorie segnalate dalle norme vigenti.

DOVE SI TROVA LA PINACOTECA

Via S.Maria dell’Angelo 9, 48018 Faenza. Tel. 0546 680251
(gli uffici sono al n. 5 della stessa via)

Per chi arriva dalla stazione ferroviaria
Per chi viene con l'auto dall'Autostrada

Sale

SALE

  10100    – Sala d’ingresso Sculture e dipinti dei primi decenni del novecento.
Nel salone d’ingresso sono presenti opere dei faentini Domenico Baccarini (1882-1907), Ercole Drei (1886-1973), Domenico Rambelli (1886-1972), Angelo Biancini (1911-1988) e due sculture di Auguste Rodin.

  10010  Salette della collezione Bianchedi Bettoli / Vallunga – Raccolta di opere dei maggiori artisti del novecento italiano.
La donazione pervenuta in Pinacoteca nel 2010 grazie alle volontà testamentarie di Augusto Vallunga contiene opere importanti dell’arte italiana del ‘900, da De Chirico a Morandi, con Savinio, Severini, De Pisis, Carrà, Campigli e Gentilini.

  10200    – Natura morta – Nature morte settecentesche.
In sala due belle opere di Carlo Magini (Fano 1720 – 1806) il Cane che dorme di Arcangelo Resani (1670–1740) e altre opere del piacentino Felice Boselli, dei napoletani Giovanni Battista Ruoppolo (1629–1693) e Giuseppe Recco (1634–1695) e del veneto Francesco Guardi.

  10300    – Marco Palmezzano – Saletta di passaggio con quattro tavole del maestro romagnolo Marco Palmezzano.

  10500    – Sala Bertucci il Vecchio – Saletta dedicata a Giovanni Battista Bertucci il Vecchio.
Del pittore faentino si hanno notizie dal 1495 al 1516 ed è stato il capostipite di una famiglia di pittori durata tre generazioni per tutto il ‘500.

  10400    – Sala Manfredi  Opere e cimeli storici del periodo del dominio della famiglia Manfredi, Signori di Faenza dal 1300 alla fine del ‘400.

  10600    – Sala Donatello I capolavori del Rinascimento artistico faentino.
Al centro il San Girolamo di Donatello, alle pareti la pala del Beato Bertoni, tre opere di Biagio d’Antonio, il capolavoro romagnolo di Palmezzano e la pala del Bertucci datata 1506.

  10700    – VestiboloUna sala ricca di sorprese: dalle opere bizantino-ravennati, al gotico e  tardogotico con veri capolavori del Trecento e su una parete il grande gruppo in terracotta patinata di Alfonso Lombardi (1487–1537).
Nell’elenco delle opere in questa sala il crocifisso duecentesco, la tavola di Giovanni da Rimini, importanti opere di cultura tardo-gotica del ‘400, la tavola di Giovanni da Rimini e la cartapesta veneta con il Cristo in pietà.

  10800  Sala del Magistrato  Al centro della pittura del Seicento il misterioso e affascinante ritratto di Magistrato, con opere di scuola bolognese, ritratti e quadri postmanieristi e caravaggeschi.

  10900    – Salone delle Pale d’Altare Il grande salone con l’originale allestimento ottocentesco di pale d’altare dipinte nel Cinquecento e primo Seicento.
Il primo Cinquecento è ben rappresentato da due pale di Sigismondo Foschi e seguono opere di Jacopone Bertucci, Luca Scaletti, Marco Marchetti e Nicolò Paganelli. Di Ferraù Fenzoni sono presentate quattro importantissime opere e per il Seicento è da non perdere il “caravaggesco di periferia” Biagio Manzoni. Due grandi tele di Alessandro Tiarini chiudono il percorso storico-artistico di questa sala.