In prima pagina

Il più antico istituto museale della Romagna, costituito nel 1796, dove “c’è la storia di una città che è stata una capitale artistica”*.

Una storia illustrata da 200 opere d’arte, dalla Croce dipinta del 1200 a Donatello e ai capolavori del Rinascimento, fino ai quadri del grande novecento italiano di De Chirico, Savinio e Morandi.

Pinacoteca Comunale di FaenzaPinacoteca Comunale di Faenza

Monografia nella collana del sistema museale della Provincia di Ravenna,
prelevabile in formato pdf.

MOSTRE IN CORSO

Due mostre in Pinacoteca (3/05/18 – 31/07/18):

L’andata al Calvario.
Un’iconografia cinquecentesca da Marco Palmezzano a Ferraù Fenzoni nelle collezioni della Pinacoteca
Pittura d’altoforno.

Impressioni di Giuseppe Tampieri per l’ILVA (1956-1960)

Due mostre fuori dalla Pinacoteca (giugno 2018):

La figura femminile nella pittura di Giuseppe Tampieri.
Rione Verde, via Cavour Faenza – 2 – 24 giugno 2018

Mediterranea. L’arte di Giuseppe Tampieri.
Palazzo Fantini – Tredozio (maggio-giugno 2018)


PROVINCIA DI RAVENNA

MUSEO IN/FORMA

Rivista del Sistema museale della Provincia di Ravenna
anno XXI, n. 60 / novembre 2017

prelevabile in formato pdf

Vai alla pagina con tutti i numeri pubblicati della rivista

 

 

 

Una città, Faenza, che cambia aspetto nel giro di una generazione [a fine Settecento] e che vede architetti come Giuseppe Pistocchi, come Giovanni Antonio Antolini, artisti come Felice Giani e Antonio Trentanove realizzare la più straordinaria fusione di architettura, scultura, pittura e arti applicate quale mai si era visto prima e mai più si vedrà sotto il cielo d’Italia*.

*  Le citazioni sono tratte da pubblicazioni di Antonio Paolucci

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Visit

OPENING HOURS

Saturday, Sunday and holidays:
October-May: 10:00-18:00
June-September: 10:00-13:00 | 15:00-19:00

Tuesday through Friday: 10:00-13:00
ringing the bell of Via S. Maria dell’Angelo 5 or calling phone number  (+39) 0546 680251.

Monday closed.

ENTRANCE

Ticket: 3 €.

Free Admission:
– First saturday and sunday of every month.
– Everyone under 16,  students of schools in Faenza, tour operator,  journalists, portatori di handicap, ICOM (International Council of Museums) members, possessors of Romagna Visit Card, other categories indicated by current regulations.

GETTING THERE

Via S.Maria dell’Angelo 9, 48018 Faenza. 
Phone number: (+39)0546 680251
(offices are at no. 5 of the same street)

From the train station
From Piazza Battisti go along Viale A.Baccarini, Corso A. Baccarini, cross Corso Mazzini, take the first stretch of Via Cavour and turn the first street on the left. It is Via S. Maria dell’Angelo and at n. 9 immediately after the church of S. Maria dell’Angelo there is the entrance to the Pinacoteca.
From the highway
After the railway bridge you will arrive in Piazzale Sercognani, turn right into Viale IV Novembre, at the traffic light turn left onto Avenue A. Baccarini, reach the end of Viale Baccarini is a barrier to the car that you can overcome turning left for Corso Mazzini up to Piazza II June use Piazza II Giugno as a roundabout and return to Corso Mazzini in the opposite direction to the previous one. Once you reach the barrier, turn right onto Via Cavour, after less than a hundred meters on the left there is a parking lot. Park the car, exit the parking lot on via S. Maria dell’Angelo and left at no. 9 immediately after the church of S. Maria dell’Angelo there is the entrance to the Pinacoteca.

Halls

HALLS

  10100  Entrance Hall Sculpture in Faenza in the early decades of the twentieth century.
In the entrance hall  there are sculptures of Domenico Baccarini (1882-1907), Ercole Drei (1886-1973), Domenico Rambelli (1886-1972), Angelo Biancini (1911-1988) and also two works of Auguste Rodin.

  10010  Salette della collezione Bianchedi Bettoli / Vallunga – Raccolta di opere dei maggiori artisti del novecento italiano.
La donazione pervenuta in Pinacoteca nel 2010 grazie alle volontà testamentarie di Augusto Vallunga contiene opere importanti dell’arte italiana del ‘900, da De Chirico a Morandi, con Savinio, Severini, De Pisis, Carrà, Campigli e Gentilini.

  10200  Natura morta Nature morte settecentesche.
In sala due belle opere di Carlo Magini (Fano 1720 – 1806) il Cane che dorme di Arcangelo Resani (1670–1740) e altre opere del piacentino Felice Boselli, dei napoletani Giovanni Battista Ruoppolo (1629–1693) e Giuseppe Recco (1634–1695) e del veneto Francesco Guardi.

  10300  Marco PalmezzanoSaletta di passaggio con quattro tavole del maestro romagnolo Marco Palmezzano.

  10500  Sala Bertucci il Vecchio Saletta dedicata a Giovanni Battista Bertucci il Vecchio.
Del pittore faentino si hanno notizie dal 1495 al 1516 ed è stato il capostipite di una famiglia di pittori durata tre generazioni per tutto il ‘500.

  10400   Sala Manfredi Opere e cimeli storici del periodo del dominio della famiglia Manfredi, Signori di Faenza dal 1300 alla fine del ‘400.

  10600  Sala Donatello I capolavori del Rinascimento artistico faentino.
Al centro il San Girolamo di Donatello, alle pareti la pala del Beato Bertoni, tre opere di Biagio d’Antonio, il capolavoro romagnolo di Palmezzano e la pala del Bertucci datata 1506.

  10700   VestiboloUna sala ricca di sorprese: dalle opere bizantino-ravennati, al gotico e tardogotico con veri capolavori del Trecento e su una parete il grande gruppo in terracotta patinata di Alfonso Lombardi (1487–1537).
Nell’elenco delle opere in questa sala il crocifisso duecentesco, la tavola di Giovanni da Rimini, importanti opere di cultura tardo-gotica del ‘400, la tavola di Giovanni da Rimini e la cartapesta veneta con il Cristo in pietà.

  10800  Sala del Magistrato Al centro della pittura del Seicento il misterioso e affascinante ritratto di Magistrato, con opere di scuola bolognese, ritratti e quadri postmanieristi e caravaggeschi.

  10900   Salone delle Pale d’Altare Il grande salone con l’originale allestimento ottocentesco di pale d’altare dipinte nel Cinquecento e primo Seicento.
Il primo Cinquecento è ben rappresentato da due pale di Sigismondo Foschi e seguono opere di Jacopone Bertucci, Luca Scaletti, Marco Marchetti e Nicolò Paganelli. Di Ferraù Fenzoni sono presentate quattro importantissime opere e per il Seicento è da non perdere il “caravaggesco di periferia” Biagio Manzoni. Due grandi tele di Alessandro Tiarini chiudono il percorso storico-artistico di questa sala.