Flaminio Torri, Sofonisba

Flaminio Torri,
Sofonisba

Flaminio Torri, Sofonisba
Tela, cm. 62×46 + cornice 23 cm., n. inv. 3

L’effigiata è ritratta a mezzo busto, con capelli raccolti, veste azzurra dall’ampia scollatura e coppa in mano. Era proprietà dei conti Mazzolani, fondatori dell’omonimo Istituto di educazione, amministrato dalla Congregazione di Carità che nel 1879 ne dispose il deposito in Pinacoteca.

Il dipinto è stato oggetto di diverse attribuzioni:l’Argnani lo ha considerato “dello stile della Sirani”, Roli ha riconosciuto la mano di Lorenzo Pasinelli e infine la Colombi Ferretti ha proposto il nome di Flaminio Torri. Pasinelli e il più anziano Torri, artisti bolognesi, sono stati entrambi allievi del Cantarini, il cui insegnamento esercitò un notevole influsso soprattutto sul Pasinelli che tuttavia innescò una lenta ma inarrestabile evoluzione superando la lezione cantariniana, passando dalle indicazioni chiaroscurali del Torri ad uno schiarimento cromatico vicino alla pittura veneta e al Veronese in particolare, e accostandosi al classicismo del Cignani.

Flaminio Torri è un artista che lavorò essenzialmente per la committenza privata, cosa che oggi ostacola la conoscenza della sua opera. Nella sua arte, come ha scritto Roli, “il renismo naturalizzato del Cantarini” si collega “ad una più libera concezione della trama pittorica, che animandosi di improvvisi lampi e contrastate affocature instaura stimolanti fermenti materici…”.
La Sofonisba è pendant della Sibilla conservata in Pinacoteca, e condivide la stessa vicenda critica.

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Flaminio Torri, Sofonisba ultima modifica: 2018-02-08T16:00:24+00:00 da Pinacoteca