Justus Sustermans (Anversa, 1597 – Firenze, 1681)
, Ritratto di Carlo X Re di Svezia

Justus Sustermans (Anversa, 1597 – Firenze, 1681) ,
Ritratto di Carlo X Re di Svezia

Justus Sustermans, Ritratto di Carlo X Re di Svezia
olio su tela, 1654 – 1660 ca., cm. 148×114 (cornice di cm. 13), acquistato da Leonida Caldesi nel 1884, N. inv. 17

Ci troviamo di fronte ad un esempio di ritrattistica ufficiale: si tratta del re Carlo X di Svezia, vissuto dal 1622 al 1660. Il sovrano è dipinto in piedi, sullo sfondo di una tenda rossa parzialmente tirata. Il pittore ci fornisce un ritratto molto preciso del personaggio anche attraverso i dettagli dell’abito, estremamente elaborati: si osservino ad esempio i preziosi dettagli del vestito, la qualità delle stoffe, il colore scuro del corpetto di pizzo su cui risaltano le ampie maniche bianche fermate da lacci di seta nera e il largo collo riccamente lavorato della camicia. L’abito così ampio e anche i lunghi e ricci capelli portati secondo la moda del tempo, aiutano a dare un’immagine del personaggio nobile e imponente.

L’opera fu acquisita nel 1884 da Leonida Caldesi, si ignora come sia arrivata a Faenza. Si sa solo che il Caldesi si era dato al commercio di antiquariato, per cui si ritiene che il dipinto sia stato da lui acquistato e poi rivenduto alla Pinacoteca. Il ritratto, di notevoli dimensioni, venne inizialmente attribuito al Murillo il cui nome fu ben presto sostituito da quello di Sustermans, trovando concorde tutta la letteratura critica.

Sustermans, un fiammingo che ottenne notevole fama lavorando presso le corti europee, giunse in Italia nel 1620 e si fermò a Firenze dove divenne ritrattista ufficiale dei Medici, grazie alla sua capacità di far convergere nelle sue opere due aspetti importanti per la corte: la ritrattistica aulica, con dettagli che denotano il rango dei personaggi rappresentati, unita ad una forte carica realistica.

L’ambiente fiorentino influenza la sua pittura soprattutto dal punto di vista cromatico. La notorietà che Sustermans acquista a Firenze è dimostrata anche dalla sua permanenza presso le corti dell’Italia Settentrionale, dove l’artista vide e si lasciò influenzare da diversi capolavori di artisti come Van Dyck, Rubens e Velazquez, dando vita ad uno stile dalla pennellata larga e densa.

♦ Biografia dell’artista
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