Giovanni Bernardo Carbone, attr. (Genova, 1614 – 1683) (?)
,Ritratto di fanciulla

Giovanni Bernardo Carbone, attr. (Genova, 1614 – 1683),
Ritratto di fanciulla

Giovanni Bernardo Carbone (?), Ritratto di fanciulla
olio su tela, metà sec. XVII, cm. 179×116 (cornice di cm. 8), dalla Congregazione di Carità di Faenza, 1878, N. inv. 136

La fanciulla è ritratta a figura intera, con capelli ricci e sciolti, una collana di perle e un elegante abito in satin rosa. L scena si svolge all’interno di un ambiente decorato con una cortina rossa e un organo, sul quale la giovane accenna una nota con la mano sinistra.

Federico Argnani la considera “…dello squisito pennello di Van Dyck… nel quale tutto è grazia, eleganza e gusto”, attribuzione che viene confermata da Achille Calzi ma che non trova concorde Antonio Corbara, che riportando un parere verbale di Roberto Longhi, lo assegna ad un abile ritrattista seguace della maniera di Van Dyck: il genovese Giovanni Bernardo Carbone.

Nel 1964 Ennio Golfieri ascrive l’opera ad un anonimo fiammingo vicino a Frans Pourbus il Giovane, ma l’opera risulta più affine allo stile del Carbone, che nei suoi ritratti predilige personaggi a figura intera, vestiti in modo ricercato alla Van Dick, con oggetti minuziosamente descritti.

La tavola è stata rimaneggiata nel corso del Settecento con l’aggiunta della palma e secondo il Calzi, l’Archi e il Golfieri anche lo sfondo e l’organo, dipinto al posto di un tavolo, sono di altra mano. Queste modifiche hanno trasformato l’effigiata, probabilmente in origine una semplice dama del ‘600, in Santa Cecilia. 

♦ Biografia dell’artista
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