Giovanni da Rimini, Madonna col Bambino, due Angeli e i SS. Francesco, Michele Arcangelo, Agostino, Caterina e Chiara

Giovanni da Rimini,
Madonna col Bambino, due Angeli e i SS. Francesco, Michele Arcangelo, Agostino, Caterina e Chiara

Giovanni da Rimini, Madonna col Bambino, due Angeli e i SS. Francesco, Michele Arcangelo, Agostino, Caterina e Chiara
Tavola, cm. 50×35 + cornice 11 cm., n. inv. 92

La tavola ha un fondo dorato uniforme ed è divisa orizzontalmente in due parti, secondo una tradizione duecentesca. Nella parte superiore è raffigurata la Madonna con il Bambino fra le braccia, disposta secondo il modello bizantino della Vergine Pelagonitissa, mentre due angeli reggono un ricco panneggio alle sue spalle. Nella parte inferiore sono ritratti cinque santi. Ai due estremi della serie San Francesco e Santa Chiara sono in leggero scorcio rispetto alla frontalità delle figure al centro dove si riconoscono San Michele Arcangelo, Sant’Agostino e Santa Caterina d’Alessandria.

La presenza dei santi francescani ha indotto a supporre la provenienza dell’opera dal Convento delle Clarisse di Faenza, ma la sola notizia certa riguardante la tavola risale al 1899, anno in cui fu acquistata dal veterinario faentino Filippo Fabbri.

Accostata per la prima volta a Giovanni da Rimini nel 1924 da Raimond Van Marle in confronto alla tavola con Storie di Cristo conservata alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, Roberto Longhi nel 1937 riconobbe l’identità dell’autore nello stesso Johannes che firma il Crocifisso di Mercatello. La lettura della data sullo stesso Crocifisso (1309 o 1314) ha chiarito lo stesso margine di tempo entro cui si colloca l’operato di Giovanni da Rimini – i soli primi due decenni del secolo – e la data precoce della tavoletta di Faenza.

Come ha scritto Alessandro Volpe nel catalogo della mostra tenuta a Rimini nel 1995, quest’opera «si pone in testa al catalogo del pittore, in virtù del riflesso di un modello bizantino, che pure è animato dalla più tenera e vibrante soluzione pittorica, vicina alla elegantissima stesura del colore ancora riscontrabile sul viso del Crocifisso Diotallevi, ora conservato al Museo della Città di Rimini, che nella serie delle croci attribuite a Giovanni si colloca appunto in anticipo su quella datata 1309».

La tavola faentina, insieme al Crocifisso di Talamello, è riconosciuta come la più antica testimonianza riminese di immediata reazione all’operato giottesco in città, nei ferventi anni intorno al 1300.

♦ Biografia dell’artista
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Giovanni da Rimini, Madonna col Bambino, due Angeli e i SS. Francesco, Michele Arcangelo, Agostino, Caterina e Chiara ultima modifica: 2018-02-14T10:13:52+00:00 da Pinacoteca