Anonimo romanico Sec. XII, Cristo benedicente e i SS. Egidio Abate ed Eutropio Vescovo

Anonimo romanico Sec. XII,
Cristo benedicente e i SS. Egidio Abate ed Eutropio Vescovo

Anonimo romanico Sec. XII, Cristo benedicente e i SS. Egidio Abate ed Eutropio Vescovo
Calcare, cm. 49x103x12, n. inv. 49

Il bassorilievo proviene dalla chiesa di sant’Eutropio, soppressa dal governo napoleonico. Si trovava nella casa di corso Mazzini oggi segnata col numero civico 64. La chiesa, assai piccola era rivolta verso ovest, ovvero con il muro laterale su corso Mazzini, ed infatti la casa successiva, che rientra sull’asse del corso Mazzini fu costruita sul sagrato della estinta parrocchia.

Nella iscrizione è incisa sul bordo è datata 1127. L’opera raffigura al centro il Cristo Redentore, benedicente colla destra, l’indice e il medio elevati. Colla sinistra tiene il libro degli evangeli aperto ove si legge Ego sum lux vera, ovvero due brani desunti dal vangelo di San Giovanni.

Ai lati del Redentore sono scolpite due figure identificate da Francesco Lanzoni, che nel 1910 diede conto dello scoprimento della lapide, nei Santi Egidio Abate ed Eutropio Vescovo. La cerva è a lato di Sant’Egidio perché, come è scritto anche nella Leggenda Aurea nutriva il santo col suo latte durante l’eremitaggio.

Anna Tambini ha commentato questo bassorilievo scrivendo che “il valore sacrale di queste immagini non è certo accentuato. Non che manchino aureole e insegne, ma le figure trasmettono soprattutto il senso di una umanità realisticamente greve, al limite quasi rozza e popolaresca. Sono corpulente e massicce; hanno mani grosse, volti larghi con nasi grossolani e capelli a pesanti ciocche ondulate. Questi caratteri solo in parte sono da addebitarsi all’imperizia dell’autore; piuttosto sono da mettersi in rapporto con i nuovi parametri dell’arte romanica padana che al senso trascendentale dei bizantini sostituisce il peso vitale delle figure e allo spazio mistico del fondo oro, quello modellato dell’ingombro fisico dei corpi”.

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