Ercole Drei,
Salomè

Ercole Drei,
Salomè

Ercole Drei, Salomè
Gesso, [1910]

Realizzata nel 1910 ed esposta nel 1914 a Roma in occasione della Seconda mostra internazionale della Secessione. La scultura manifesta l’attrazione esercitata dalla cultura simbolista e dal neomichelangiolismo. Con particolare riferimento a Rodin, nella produzione di alcuni giovani artisti italiani attivi tra il primo e il secondo decennio del Novecento.

L’opera di Drei si colloca con enfasi all’interno di questa ricerca. Giungendo a esiti di raro pathos emotivo nella resa del sensuale corpo di Salomè. Questa, come una voluttuosa mantide religiosa in una lettura dell’opera fatta da Franco Bertoni, «sembra quasi suggerire linfa vitale dal corpo mutilato del maschio e goderne come a seguito di un amplesso fisico».

Compiacimento erotico di netta matrice rodiniana. Abbinato a una notevole capacità esecutiva, rintracciabili in un nucleo di opere dell’artista realizzate tra il 1910 e il 1915 caratterizzate dal fresco ricordo di «quelle pose fino ad allora mai osate in scultura, obbedienti non a leggi accademiche di composizione ma alla dittatura dei sensi, a richiami primari come quelli dell’eros e del dolore fisico».

Dopo gli anni della Prima Guerra Mondiale Drei non riprende più né espressioni di erotismo né lavori di impianto simbolista. Nemmeno con richiami all’art noveau di stile liberty. Infatti, il percorso dell’artista a partire dal 1919 si rivolge esclusivamente ad un’arte ancorata ai grandi valori della tradizione classica e classicista che lo caratterizza nei decenni successivi.

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Ercole Drei,
Salomè
ultima modifica: 2018-01-23T08:42:35+00:00 da Pinacoteca