Alessandro Tiarini (Bologna, 1577 – 1668),
Conversione di San Paolo

Alessandro Tiarini (Bologna, 1577 – 1668),
Conversione di San Paolo

Alessandro Tiarini, Conversione di S. Paolo
olio su tela, cm. 288×194 (cornice di cm. 7), dalla distrutta chiesa di San Paolo di Faenza, N. inv. 151

L’opera raffigura una scena convulsa. Al centro vi è Saulo che, abbagliato da una luce improvvisa, cade dal cavallo imbizzarrito. Sorretto dai soldati, di cui uno fugge spaventato, Saulo tenta di proteggersi il volto dal bagliore accecante provocato da Gesù, che appare fra le nuvole in un fascio di luce nell’atto di pronunciare la frase Saulo, Saulo perché mi perseguiti?.

Saulo era in viaggio per Damasco, ove si recava per prelevare i seguaci di Cristo e portarli in catene a Gerusalemme. Ma in seguito a tale folgorazione si convertì al Cristianesimo e cambiò il proprio nome in Paolo.

Il tono drammatico della scena ha lo scopo di suscitare la partecipazione dello spettatore.

L’attribuzione al Tiarini risale all’Argnani ed è stata accettata e confermata anche dalla critica successiva. Argnani ne sottolineò i caratteri d’impetuosità, insieme ad un colorito caldo e brillante che il Tiarini di rado seppe conservare.

Questa pala d’altare proviene dalla chiesa di San Paolo a Faenza e fu realizzata nel periodo in cui il Tiarini lavorava per svariati committenti tra Reggio Emilia, Parma e Faenza.

♦ Biografia dell’artista
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