Da Zandomeneghi a Morandi. Maestri dell’Arte Italiana del XX secolo nella Pinacoteca Comunale di Faenza.

DA ZANDOMENEGHI A MORANDI
Maestri dell’Arte Italiana del XX secolo nella Pinacoteca Comunale di Faenza

2 Dicembre 2006 – 11 Febrbraio 2007

Una selezione di trenta opere, tra disegni, dipinti e sculture, di artisti del Novecento italiano, che consente di rendere nota una parte significativa dei risultati delle ricerca specifica sui materiali contemporanei della Pinacoteca comunale di Faenza, condotta dal dopoguerra ad oggi.

La mostra comprende opere di maestri quali Federico Zandomeneghi, Arturo Tosi, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Carlo Corsi, Beppe Ciardi, Lorenzo Viani, Armando Spadini, Arturo Tosi, Marcello Dudovich e accanto ad essi vi sono, con pari dignità, altri autori che, più caratterizzati forse in un ambito regionale, sono comunque fra i protagonisti dell’ arte italiana del secolo appena trascorso: Francesco Lojacono in Sicilia e, nella nostra regione, Bruno Saetti e il manfredo Franco Gentilini, del quale sono in mostra tre opere del periodo faentino prima della sua partenza per Roma.

L’iniziativa è promossa dalla Banca di Romagna e dalla Pinacoteca comunale di Faenza.

Le opere esposte, per la prima volta messe a confronto in una visione d’insieme, sono confluite nelle collezioni comunali grazie all’ imponente mole di donazioni che ha caratterizzato la storia ormai bicentenaria della Pinacoteca, e comprendono capolavori quali I quattro pioppi di Federico Zandomeneghi, I Fiori di Giorgio Morandi, il cavallino innamorato di Arturo Martini e Fiori in controluce di Filippo De Pisis.

L’appartenenza di queste opere alla Galleria d’Arte Moderna faentina è il risultato della convergenza di un gusto artistico ampiamente diffuso e condiviso nella città, frutto del coinvolgimento e della cooperazione spontanea fra gli artisti, i collezionisti-donatori, i responsabili delle istituzioni museali e gli amministratori.

Saluti introduttivi del Sindaco di Faenza, Claudio Casadio, del Presidente della Banca di Romagna, Angelo Bartolotti e del Direttore della Banca di Romagna, Francesco Pinoni.
Con la raccolta di arte italiana del XX secolo dai propri depositi la Pinacoteca Comunale mette in mostra importanti opere d’arte che evidenziano, ancora una volta, quanti siano i legami tra arte e cultura nella città.

Se tra le opere conservate dalla Pinacoteca Comunale vi sono anche significative testimonianze artistiche non solo locali il merito è certamente di quanti hanno gestito l’istituto culturale cittadino con attenzione e lungimiranza. Personalità come Achille Calzi, Luigi Zauli Naldi, Roberto Sella ed Ennio Golfieri che, dal primo Novecento fino agli anni Ottanta, si sono alternate alla direzione della Pinacoteca non solo si sono impegnate per conservare e far conoscere quanto già di bello ed importante era stato a loro affidato, ma hanno lavorato anche per accrescere il patrimonio culturale della città in ogni aspetto, compreso quello dell’arte moderna e contemporanea. Sono così diventate di proprietà comunale quelle importanti opere che legano la città alle vicende artistiche e culturali nazionali ed internazionali riunite oggi nella iniziativa espositiva promossa dall’Assessorato alla Cultura e dalla Pinacoteca Comunale in accordo con Banca di Romagna. La mostra “Da Zandomeneghi a Morandi”, frutto anche delle attività di studio e ricerca sempre in atto negli istituti culturali cittadini, non sarebbe però stata possibile senza la convinta adesione da parte di una importante realtà economica come la Banca di Romagna, che non solo contribuisce a sostenere le attività culturali ma – con la partecipazione dei propri organismi dirigenti – è sempre positivamente attiva nella promozione e valorizzazione della vita culturale e artistica. Il maggior merito delle raccolte qui presentate è però quello di tanti cittadini che hanno fatto la scelta di donare alla collettività opere di grande valore, spesso raccolte con tanta passione e faticose ricerche. Alla base della scelta dei donatori ci sono generosità e disponibilità che sono sempre da ricordare e che, come speriamo possa avvenire anche in occasione di questa mostra, è giusto condividere, apprezzando i valori artistici di ogni singola opera.

Claudio Casadio
Sindaco di Faenza

Negli ultimi anni sono state numerose le occasioni in cui Banca di Romagna si è fatta promotrice di mostre dedicate ad artisti contemporanei di valore nazionale. Tra le ultime ricordiamo le iniziative dedicate a Enrico Baj, Nanni Valentini e Mimmo Paladino. Alla mostra “Da Zandomeneghi a Morandi”, promossa in collaborazione con la Pinacoteca Comunale di Faenza, sono da riconoscere aspetti specifici. In particolare si deve rilevare che si tratta di un insieme di opere, che testimonia lo sviluppo della storia dell’arte nazionale del Novecento, provenienti dalla raccolta pubblica di una città fortemente legata all’arte come Faenza. Gusti, legami e relazioni sono documentati da questa mostra dove figura anche un dipinto proveniente dalle collezioni della Banca, a confermare la stretta relazione dell’Istituto di credito con la tradizione artistica della città. Dalla raccolta proveniente dai depositi della Pinacoteca Comunale di Faenza emergono interessi culturali e relazioni che vanno anche oltre il significato delle singole opere e testimoniano del forte radicamento che la cultura e l’arte hanno nel tessuto sociale faentino. Proprio a partire dal riconoscimento di una tale realtà, l’impegno di Banca di Romagna è da sempre rivolto a sostenere iniziative nel campo culturale, caratterizzando così la Banca come “Banca per l’Arte e la Cultura” fortemente radicata nel territorio. L’augurio è che anche questa mostra temporanea, inserita tra l’altro in un più ampio piano di collaborazione tra Banca di Romagna e Comune di Faenza per la valorizzazione della Pinacoteca, possa contribuire a rafforzare il ruolo di primo piano nella cultura nazionale che, già all’inizio del Novecento, Faenza affermava orgogliosamente con l’organizzazione delle Esposizioni Torricelliane nei luoghi ove poi sarebbe stato istituito il Museo Internazionale delle Ceramiche. Uno speciale ringraziamento Banca di Romagna intende esprimere all’Amministrazione Comunale e a quanti hanno operato perchè tale collaborazione potesse realizzarsi.

Francesco Pinoni
Direttore Banca di Romagna

Angelo Bartolotti
Presidente Banca di Romagna

Introduzione alla mostra di Sauro Casadei
La selezione di autori ed opere che viene presentata con questa mostra, Da Zandomeneghi a Morandi. Maestri dell’arte italiana del XX secolo nella Pinacoteca Comunale di Faenza, consente di rendere nota una parte significativa dei risultati della ricerca specifica sui materiali contemporanei della Pinacoteca condotta dal dopoguerra ad oggi.

Il patrimonio della Galleria d’arte moderna del Comune di Faenza è stato, negli ultimi cinquant’anni, revisionato criticamente e storicizzato in occasione di rassegne talvolta pionieristiche, a partire dalla Mostra degli Artisti Romagnoli dell’Ottocento aperta dal 25 settembre al 30 ottobre 1955 in contemporanea con la gemella Mostra dei Pittori Emiliani dell’Ottocento di Bologna. Vennero esposte al pubblico per la prima volta, a causa della loro collocazione in gran parte privata, opere fino ad allora totalmente ignote.

Il catalogo, redatto da Ennio Golfieri sulla base di ricerche condotte nelle raccolte di musei pubblici e collezioni private, è ancora oggi uno dei testi base della storiografia delle arti figurative con un taglio concettuale non inficiato dalla ricerca del capolavoro, ma finalizzato alla ricostruzione del tessuto artistico romagnolo dal neoclassicismo in poi. Un secondo momento di revisione critica è da riconoscere nella mostra del 1979, L’età neoclassica a Faenza. 1780 – 1820, che non sarebbe stato possibile realizzare senza le ricerche e le pubblicazioni di Golfieri e Antonio Corbara. A queste due pietre miliari sono seguite poi, dal 1980 fino al 2004, una serie di rassegne finalizzate alla “..riscoperta e revisione critica della produzione di autori della generazione storica del primo Novecento, in particolare del gruppo ormai universalmente conosciuto come “Cenacolo Baccarini”.

Infatti, a partire dal 1980, sono state organizzate, grazie all’impegno dell’ Assessorato alla Cultura, le mostre su Domenico Rambelli, Domenico Baccarini (1983), Ercole Drei (1986), Giovanni Guerrini (1990). I cataloghi pubblicati in queste occasioni, curati da critici specialisti dell’arte del XX secolo, sono a tutt’oggi validissimi strumenti di studio ed analisi delle singole personalità.” (Faenza 2004, p. 11). Nel 1993 e 1994 sono state allestite due mostre, indicate in bibliografia, dedicate esclusivamente a mostrare un’ampia selezione di opere significative della Galleria, molte inedite per essere approdate ai depositi grazie alle donazioni dei cinquant’anni precedenti e mai mostrate al pubblico a causa dell’annosa scarsità di spazi espositivi. L’ultimo momento di questa esplorazione è stata la mostra Oltre il Cenacolo, curata da chi scrive e da Anna Tambini nel 2004, che ha inteso esplorare il contesto storico (i dintorni e l’oltre) entro cui va riportato il movimento baccariniano.

Uno dei motivi di orgoglio e soddisfazione per chi ha preso parte alla preparazione di queste mostre è quello di poter constatare che molte delle opere esposte, all’epoca di proprietà privata, sono poi confluite nelle collezioni comunali grazie all’ imponente mole di donazioni che ha caratterizzato la storia ormai bicentenaria della Pinacoteca.Fra le opere donate hanno avuto la prevalenza dipinti e sculture di autori faentini o, se forestieri, comunque operanti in città: è stata così alquanto arricchita, sia in quantità che in qualità, la documentazione della produzione figurativa di Faenza la cui tutela è, in fondo, la più importante delle missioni di un museo civico.

Ma le collezioni della Galleria moderna sono affollate anche di altre presenze, di autori caratterizzati da una notorietà più ampia e diffusa dovuta al ruolo innovatore a loro riconosciuto dalla storiografia artistica, dalle preferenze dei collezionisti e dagli acquisti effettuati dai direttori dei musei.Stiamo parlando di maestri quali Federico Zandomeneghi, Arturo Tosi, Giorgio Morandi, Filippo de Pisis, Carlo Corsi, Beppe Ciardi, Lorenzo Viani, Armando Spadini, Marcello Dudovich, tutti alquanto noti anche al pubblico medio; accanto ad essi, con pari dignità, altri autori che, più noti forse in un ambito regionale, sono comunque fra i protagonisti dell’ arte italiana del secolo appena trascorso: Bruno Saetti e il faentino Franco Gentilini nella nostra regione, Francesco Lojacono in Sicilia.

A questo punto sorge spontanea una domanda: a cosa dobbiamo queste presenze nella Galleria della nostra città, se è vero che l’eccellenza di un museo comunale consiste nel raccogliere le testimonianze più significative delle tendenze figurative emerse nel territorio ? La risposta può venire da un elemento che, nella storiografia artistica più recente, è stato rivalutato come cruciale per la comprensione dei fatti artistici: si tratta della ricerca e dell’analisi delle provenienze, ovvero dei canali di acquisizione che ci forniscono uno spaccato della storia artistica, collezionistica e museale della città.

Quanto al primo aspetto, può sembrare scontato che le opere degli artisti operanti in una città trovino, prima o poi, un’adeguata collocazione nel museo del luogo quasi per necessità o per naturale inerzia; così non è poiché il riconoscimento del valore di un autore può arrivare, sul piano critico, anche a molti anni di distanza dagli avvenimenti, quando magari le opere hanno subito una dispersione spesso irrimediabile. Tutti i musei lamentano lacune, più o meno gravi, nella documentazione di molti autori e, al contrario, una presenza quasi eccessiva di altri. A questo punto viene in soccorso la vicenda, spesso pochissimo nota, del tessuto collezionistico privato: per Faenza è storicamente accertato che la rete dei raccoglitori di opere d’arte è stata sempre piuttosto sostenuta e diffusa, spesso in anticipo rispetto alle acquisizioni della critica ufficiale.

L’arricchimento più intenso delle collezioni faentine, in particolare per quanto riguarda l’Ottocento e il Novecento, è dovuto alle donazioni che hanno riversato, nell’arco degli ultimi ottant’anni, centinaia di sculture, disegni e dipinti. Materiali spesso disomogenei in cui, accanto ad opere di autori concittadini, spesso conosciuti personalmente, coabitano testi di artisti di ben più elevata notorietà; basti pensare alle donazioni di Ennio Golfieri, Paolo Galli e Francesco Papiani, ben rappresentate in questa mostra. A questi intenditori premeva poter ammirare, nelle proprie stanze, accanto agli amati Baccarini e Sella, quadri di coloro che già all’epoca erano i maestri emergenti del panorama italiano come Arturo Tosi, Lorenzo Viani, Carlo Corsi e De Pisis. Al gusto, all’intuito e alla generosità civica di questi benefattori siamo grati per la maggior parte delle presenze che qui analizziamo ed esponiamo. L’altro fondamentale canale di accesso è da ricercare in un capitolo che merita di essere analizzato sulla scorta dei documenti disponibili negli archivi: la politica degli acquisti effettuati in prima persona dalle istituzioni comunali già a partire dall’ultimo quarto del XIX secolo.

Non è ancora stata scritta la storia di questa vicenda che, accanto ad episodi di eccezionale valore (un caso per tutti: l’acquisto, nel 1899, del dipinto di Giovanni da Rimini per una somma di modestissimo importo), annovera anche casi di clamorosa incomprensione che ci proponiamo di rievocare in una prossima occasione. Per il discorso che stiamo qui svolgendo è sufficiente notare che uno dei direttori storici della Pinacoteca, Roberto Sella, già dai primissimi anni del suo insediamento (formalizzato nel 1930) e fino alla fine del suo mandato riuscì ad acquisire un buon numero di opere di artisti a lui contemporanei dando prova di sicura intuizione e preveggenza critica: alcune di queste sono presenti a questa mostra. In definitiva possiamo affermare che l’appartenenza di queste presenze alla Galleria d’arte moderna faentina è il risultato della convergenza di un gusto artistico ampiamente diffuso e condiviso nella città, frutto del coinvolgimento e della cooperazione spontanea fra gli artisti, i collezionisti-donatori, i responsabili delle istituzioni museali e gli amministratori.

Sauro Casadei

Referenze
Direttore Banca di Romagna
Francesco Pinoni

Responsabile Comunicazione Banca di Romagna
Giovanni Mingazzini

Dirigente Settore Cultura Comune di Faenza
Benedetta Diamanti

Coordinamento progetto mostra
Claudio Casadio

Mostra e catalogo a cura di
Sauro Casadei

Bibliografia e schede biografiche
Giulia Benericetti

Progetto e immagine coordinata
Ivana Pantieri

Referenze fotografiche
Raffaele Tassinari

OPERE