LA STORIA — Il San Giovannino restaurato, 17 ottobre – 29 novembre 2009

IL SAN GIOVANNINO RESTAURATO
17 ottobre – 29 novembre 2009

LA STORIA

Le prime notizie certe sul S.Giovannino in marmo sono nei Ricordi di fra Saba di Castiglione e nei suoi due testamenti dove lo definisce “opus … manu propria Donatelli”. Fra Sabba non ha però lasciato scritto come sia venuto in possesso di questa opera, se cioè l’abbia acquistata o ricevuta tramite qualcuno delle sue influenti conoscenze come il Cardinale Giulio de’ Medici poi Papa Clemente VII, Francesco Guicciardini e Nicolo Macchiavelli o la stessa Isabella d’Este cui aveva procurato marmi dell’antica Grecia.

Girolamo da Treviso (1508-1544), Madonna con bambino, Santi e Fra Sabba, Chiesa della Commenda Faenza

Dopo la morte di Fra Sabba il busto venne esposto nella chiesa della Commenda di S.Maria Maddalena, dentro apposita nicchia aperta in una parete del presbiterio. Tolto dalla chiesa fu successivamente trasferito nell’abitazione del parroco, dove gli fu aggiunto al busto un piedistallo di creta coll’epigrafe: Opus Donatelli flor. – Anno M.CCCC.XX.

Nel 1843 il busto fu copiato in marmo da Giovanni Collina per la Congregazione di Carità, grazie a una sottoscrizione pubblica. L’anno di realizzazione risulta da una iscrizione sulla base della copia.
A seguito delle soppressioni ecclesiastiche disposte dal neonato Stato unitario, padre Domenico Valenti acquistò il busto all’asta per poi cederla nel 1866-67 alla Biblioteca Comunale.

Nel febbraio 1871, il busto approdò infine alla Pinacoteca Comunale e fu esposta all’apertura della Pinacoteca al pubblico, nel febbraio 1879, come uno dei pezzi più importanti. «In quest’opera – scrisse nel 1881 il primo direttore Federico Argnani – l’arte vince la materia, talchè l’adolescente precursore ti sembra vivo, di carne e parlante».

Nella guida pubblicata nel 1957 da Antonio Archi si afferma che «la delicatezza e la vivacità dell’espressione, i lineamenti fini e nervosi nello stesso tempo dimostrano trattarsi d’un capolavoro della scultura quattrocentesca fiorentina post-donatelliana».

La sala espositiva storica del san Giovannino è sempre stata Sala Manfredi, precedentemente dedicata proprio a Donatello, per le presenze di questa opera allora a lui attribuita e del San Girolamo ligneo proveniente dalla chiesa dell’Osservanza. E’ in questa sala che la vide Dino Campana.

Nel 1931 al posto della vecchia drappeggiatura in stucco alla base del busto, che aveva sostituito il piedistallo in creta realizzato nell’Ottocento con un’epigrafe accennante alla paternità di Donatello, fu allestita la base di alabastro con cui il busto è giunto fino al restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

LA STORIA — Il San Giovannino restaurato, 17 ottobre – 29 novembre 2009 ultima modifica: 2018-05-23T08:29:14+00:00 da Pinacoteca