Marco Antonio Rocchetti (Attr.), Madonna delle Grazie e i Santi Martino, Luca, Antonio Abate e Apollonia

Marco Antonio Rocchetti (Attr.),
Madonna delle Grazie e i Santi Martino, Luca, Antonio Abate e Apollonia

Madonna delle Grazie e i Santi Martino, Luca, Antonio Abate e Apollonia
Marco Antonio Rocchetti (Attr.), Madonna delle Grazie e i Santi Martino, Luca, Antonio Abate e Apollonia, olio su tela, fine XVI secolo / inizio XVII, 2000 x 1600, Chiesa di San Martino a Villa San Martino di Lugo

Il culto verso la B.V. delle Grazie che si venera in Cattedrale a Faenza, dipinta in origine sul muro interno della chiesa dei Domenicani come ex voto dopo la liberazione della città da una terribile peste nel 1412, si diffuse presto, raggiungendo anche parti più lontane del territorio diocesano, dai passi appenninici oggi non più di giurisdizione faentina, ai paesi a valle della via Emilia, alle campagne.

E’ in questo contesto che si colloca la pala di Villa S. Martino, una località che ricorda nel nome Villala presenza di una comunità rurale postasi in età altomedievale sotto la protezione di una grande famiglia e, nella dedicazione al Santo Vescovo di Tours ( nel VI secolo), la sua cristianizzazione precoce. Secondo una tradizione, già durante la reggenza di Galla Placidia, il vescovo di Ravenna S. Pier Crisologo avrebbe edificato in questa zona una chiesetta dotata di una reliquia del Santo, proveniente da S. Apollinare Nuovo, già S. Martino in ciel d’oro. Sappiamo dalla storia che la comunità cristiana si riuniva intorno ad una sua pieve, che ospitò nel territorio un monastero benedettino, e costruì nel 1472 una chiesa che, divenuta insufficiente per accogliere i fedeli, fu sostituita nel 1633 dall’attuale Arcipretale, molto più ampia e spaziosa.

Nella parete sinistra dell’abside fu collocata la tela con al centro la B.V. delle Grazie, stagliata contro una sagomatura che simula la spalliera di un trono. Mentre l’immagine della Cattedrale di Faenza appare mutila a seguito alle traversie subite, questa Madonnina è rappresentata a figura intera, in atto di incedere, col corpo disegnato sotto la veste. Un manto le scende dal capo, si chiude sul petto con una fibbia ed è sollevato dalle braccia che si protendono per mostrare le frecce spezzate. Il tema è da ricondursi all’iconografia della “Vergine di Misericordia” che protegge i fedeli col suo manto, alla quale si aggiunse il motivo delle frecce, ispirato specialmente dai predicatori popolari, che erano soliti rappresentare la pestilenza come frecce scagliate dall’ira del cielo contro gli uomini prevaricatori. La Vergine è affiancata da due Santi in abiti pontificali, con mitria e pastorale: S. Martino, a cui è dedicata la chiesa, con un libro in mano, e S. Antonio Abate, particolarmente invocato nelle campagne, a protezione degli animali. In primo piano stanno inginocchiate S. Lucia, con la palma e, a terra, gli occhi nella coppa e S. Apollonia davanti alla quale, sempre a terra, sono appoggiate le tenaglie, in riferimento al supplizio subito, e la palma del martirio.

Il dipinto, restaurato pochi anni or sono da Valerio Contoli, è stato attribuito da Antonio Corbara al pittore faentino Marco Antonio Rocchetti, documentato attivo fin dal 1593, e morto nel 1628. Giovane aiuto di Nicolò Paganelli nelle “Storie di S. Bernardo” a S. Maria foris portam a Faenza, estremo seguace del manierismo toscano, il Rocchetti ha una cifra improntata ad una grazia e ad un controllo formale che hanno fatto pensare anche a rapporti col grande Federico Barocci, che per la prima volta nella storia dell’arte rappresentò il misticismo religioso, trasportando la scena in una sfera completamente distaccata da qualsiasi elemento narrativo, in diretta comunicazione con la fonte celeste della rivelazione.

Luisa Renzi Donati

Bibliografia: M. Faccani, La località di Villa S. Martino attraverso i secoli, Lugo, 1976; A. Corbara, Scheda di Catalogo della Soprintendenza ai Beni artistici e storici – Bologna, 1967; L. Renzi Donati, La solennità della Madonna delle Grazie, Faenza, 4- 14 Maggio 2006, p. 13.

Marco Antonio Rocchetti (Attr.), Madonna delle Grazie e i Santi Martino, Luca, Antonio Abate e Apollonia ultima modifica: 2018-04-04T09:48:05+00:00 da Pinacoteca