Nell’antico palazzo rosso

NELL’ANTICO PALAZZO ROSSO
Dino Campana visitatore della Pinacoteca di Faenza
12 aprile – 28 dicembre 2014

Il sileno ebbro, incisione di Ribera

Esemplare di III stato su tre. In basso a sinistra [parzialmente abraso]: «alla Pace Gio: Iacomo Rossi formis Roma /1649»; al centro dedica a Don Gioseppe Balsamo, firmata da Giovanni Orlandi. In basso a destra: «Ioseph à Ribera Hisp. Valenti / Sebaten f. Partenope / 1628»

L’incisione deriva da un dipinto del Ribera stesso eseguito nel 1626 e ora custodito a Capodimonte (Napoli). Rappresenta Sileno sdraiato comodamente mentre un satiro gli versa un calice di vino ed un altro gli pone sul capo una corona di vimini. Oltre a essere in controparte rispetto alla tela presenta alcune varianti sui personaggi che popolano i lati della composizione.

L’uso sapiente del chiaroscuro, condotto con grande attenzione nei confronti del fattore “luce”, fa di questa incisione una delle meglio eseguite dall’artista spagnolo.


Dell’opera sono noti tre stati: il I con il nome dell’artista; il II con la dedica a Giuseppe Balsamo; il III, sconosciuto al Bartsch, con l’indirizzo dello stampatore De Rossi. Il rame dell’incisione è conservato a Roma, Calcografia Naz. (inv. : 741). Il catalogo Brown cita per questa incisione quattro copie, di cui tre in controparte.


Ribera si forma in Spagna con Ribalta poi viaggia in Italia per stabilirsi dal 1616 a Napoli adottando uno stile drammatico e intenso ricco di chiaroscuro e consapevole dei dettami caravaggeschi studiati durante il suo soggiorno a Roma. La sua opera incisa si concentra per lo più tra il 1620 e il 1628 e sebbene annoveri solo sedici acqueforti, alcune di questi sono grandi capolavori.

Jusepe de Ribera, Sileno ebbro, acquaforte