Renè Paresce (Carouge, 1886 – Parigi, 1947)
, Natura morta

René Paresce (Carouge, 1886 – Parigi, 1937),
Natura morta

Renato Paresce, Natura morta, 1925
tempera grassa su cartoncino, 1925, cm. 27,6×35,5, firmato e datato in basso a destra: “René Paresce /A Ella 28.8.25”, N. inv. 1773

Quest’opera di René Paresce testimonia l’incontro dell’artista con la grande cultura parigina degli anni Venti. Paresce è a Parigi fin dal 1912, impiegato in una fabbrica di strumenti ottici, la Zeiss, poi come ricercatore nel laboratorio del Bureau International des Poids et Misures a Sèvres, il tempio della scienza francese.

Presto Paresce, che ha studiato fisica all’Università di Palermo, abbandonerà la scienza per l’arte. A Parigi incontrerà i grandi d’inizio secolo, gli italiani, i francesi, gli spagnoli, i russi, come Modigliani e Apollinaire, De Chirico e Breton, Soutine e Foujita, grazie ai quali cambierà idee politiche e visione del mondo.

René incontra anche il messicano Diego Rivera che traccia acquerelli simili ai suoi e a quelli di Gino Severini, che coniuga Cubismo e classicismo. Proprio a questo genere di opere si richiama l’acquerello qui conservato che fa parte della produzione più autentica di Paresce. E’ infatti un’opera donata alla moglie Ella Klatchko, esule russa militante bolscevica, amica intima per tutta la vita di Trotzky , nel giorno del suo compleanno, come testimonia la dedica sotto la firma in basso a destra: à Ella, 28. 8. 25.

Appartenuta alla moglie e conservata poi in una prestigiosa collezione straniera, l’opera è approdata nella collezione Bianchedi-Bettoli/Vallunga che l’ha devoluta alla Pinacoteca di Faenza. La tempera riprende nei modi lo stile di Paresce nel momento di maggiore aderenza all’Ecole de Paris, quando il pittore è amico del messicano Rivera, e partecipa alla frenesia e alla varietà dell’ambiente parigino popolato da artisti di ogni provenienza.

Alla metà degli anni Venti Paresce entra a far parte del gruppo degli Italiani di Parigi, al fianco di Campigli, Tozzi, de Chirico, Savinio, De Pisis e dello stesso Severini. Molto attivo per tutti gli anni Venti, partecipa a varie mostre e personali in tutta Europa, tra cui le mostre a Milano del Novecento italiano di Margherita Sarfatti, dando prova di grande abilità tecnica e di aver appreso la lezione del soggiorno parigino.

In una serie di nature morte su tela datate tra il 1924 e il 1926, in cui partecipa al recupero dei valori formali e classici proclamati dal Novecento e dal rappel à l’ordre francese, Paresce traspone il suo mondo poetico di pittore e scienziato in una serie di opere straordinarie per qualità e iconografia e di cui l’opera nelle collezioni della Pinacoteca faentina è un esempio.

♦ Biografia dell’artista
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