Massimo D’Azeglio (Torino, 1798 – 1866)
, Scena arcadica

Massimo D’Azeglio (Torino, 1798 – 1866),
Scena arcadica

Massimo D'Azeglio, scena arcadica
olio su tela, cm. 37×46, acquistato da Alfonso Placci, 1878, N. inv. 679

Donato dall’autore al Placci, come testimonia la dedica in basso a sinistra (“All’amico Flacci/ Massimo Azeglio”), che lo espose a quella “Esposizione Agrario-Industriale-Artistica” faentina del 1875, da cui il Municipio trasse lo spunto, quattro anni dopo, di aprire al pubblico la Pinacoteca e l’annesso Museo Civico.
Ben più noto come uomo politico protagonista del Risorgimento, D’Azeglio alternò all’attività letteraria anche la pittura, con dipinti di carattere storico-romanzesco e paesaggistico. Fra i primi è celebre la Disfida di Barletta, del 1831, a cui seguì nel 1833 il fortunato romanzo Ettore Fieramosca.
Le vedute risentono della sua formazione giovanile, nella Roma del secondo e terzo decennio del secolo, sotto la guida del fiammingo Martin Verstappen (1773-1853), alla cui scuola si formò una numerosa schiera di pittori di paesaggi, in gran parte tratti dagli angoli più suggestivi della campagna romana, affascinante teatro di scene pastorali immerse in una natura intatta e rigogliosa.
In questa veduta la scena è occupata dall’albero al centro che divide lo spazio in due zone, in cui protagonista è la vegetazione, minuziosamente descritta e animata da figure di animali e dal pastore sullo sfondo. La veste coloristica è brillante e fresca, in grado di rendere il senso atmosferico e luminoso dell’ora.

♦ Biografia dell’artista
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