Bartolomeo Ramenghi detto Bagnacavallo il Vecchio (Bagnacavallo, 1484 – Bologna, 1542)
, Sposalizio mistico di Santa Caterina con San Giuseppe

Bartolomeo Ramenghi detto Bagnacavallo il Vecchio, attr. (Bagnacavallo, 1484 – Bologna, 1542),
Sposalizio mistico di Santa Caterina con San Giuseppe

 

tempera su tavola, 1529 – 1531 ca., cm. 62,5×52 (cornice di cm. 8), dall’Istituto Mazzolani di Faenza, 1878, N. inv. 179

La tavola raffigura lo Sposalizio mistico di Santa Caterina. Proveniente dall’Istituto Mazzolani di Faenza nel 1878, mostra al centro la Madonna che tiene stretto il Bambino nudo, ritratto di profilo, a sinistra. A destra, a mezza figura, è presente Santa Caterina mentre riceve l’anello da Gesù. Nel fondo a destra si nota il busto di San Giuseppe sul fondo di un tendaggio aperto su un tratto di paese.

Il dipinto è inserito dal Vaccolini e dall’annotatore del Baruffaldi fra le opere di Bartolomeo Ramenghi detto Bagnacavallo il Vecchio, alla quale è attribuito da Federico Argnani, Achille Calzi , Antonio Corbara, Roberto Longhi e Sauro Casadei .

In seguito Giordano Viroli, su segnalazione di Daniele Benati e Anna Tambini, assegna l’opera a Luca Longhi, confermata da Carla Bernardini e Serena Simoni.  Databile tra il 1529 e il 1531, presenta numerosi punti in contatto con opere precedenti: la posizione della Vergine è la stessa della pala di Forlimpompoli, mentre quella del Bambino richiama quella di Santarcangelo. La Santa Caterina, invece, è del tutto simile alla figura dello Sposalizio mistico conservato a Ravenna. Secondo un procedimento tipico del Longhi e della sua bottega infatti il successo di un’invenzione diviene motivo di numerose repliche dei prototipi sperimentati, come avviene in questa tavola.

♦ Biografia dell’artista
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