Giovanni Gioseffo Dal Sole (Bologna, 1654 – 1719)

Giovanni Gioseffo Dal Sole
(Bologna, 1654 – 1719)

 

Figlio di Susanna de’ Castellini e del pittore paesaggista Antonio Maria Dal Sole (1606-1677), «detto dai Paesi […] perché in questi fece molto onore al suo maestro Francesco Albani», Giovan Gioseffo fu introdotto alla bottega dell’amico Domenico Maria Canuti (1626-1684) fino al 1672, anno nel quale  dovette lasciare Bologna per recarsi a Roma.

Il giovane apprendista passò allora nella bottega di Lorenzo Pasinelli (1629-1700), del quale studiò e copiò le opere, seguitandone «sino a una certa età» la maniera, tanto che permangono tuttora incertezze di attribuzione tra alcune opere del Pasinelli e quelle del suo giovane allievo, come può essere per la Venere dormiente spiata da due satiri di Parma, per lo Svenimento di Ester in collezione bolognese o per la Giuditta di Minneapolis.

Dipinse la cupola di Santa Maria dei Poveri a Bologna e una pala d’altare per la Chiesa del Suffragio di Imola.

Fu uno dei pittori che contribuirono alla composizione delle scene per la Galleria dell’Eneide del Palazzo Buonaccorsi di Macerata, decorazione che impiegò alcuni dei maggiori pittori del momento.

Di tele da lui dipinte negli anni Settanta non c’è più traccia: tra le prime che ci sono conservate, è la pala del Sant’Andrea apostolo della chiesa di Balignano e l’Ercole e Onfale di Dresda, databili al 1682, soggetto, quest’ultimo, già trattato dal suo maestro Canuti nel quadro dell’Archiginnasio di Bologna rispetto al quale, però, di impronta tutta barocca, quello di Gioseffo mostra un’adesione classicista, secondo «lo stile elegante e ameno di Guido Reni».

Due sue dipinti, Diana con Cupido e Estasi della Maddalena furono ritrovati a Palazzo Spalletti-Trivelli di Bologna mentre gli è attribuito un quadro raffigurante Salomé con San Giovanni Battista conservato oggi presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge e gli affreschi del salone della musica di Palazzo Mansi a Lucca (sulle pareti l’Incendio di Troia e il Giudizio di Paride, sulla volta il Banchetto degli dei).

Presso la sua bottega transitarono alcuni artisti di livello quali Pietro Antonio Magatti, Felice Torelli, Lucia Casalini (moglie dello stesso Torelli), Antonio Francesco Monti, Donato Creti, oltre i fiorentini Mauro Soderini, Vincenzo Meucci e Giovanni Domenico Ferretti.

Opere in Pinacoteca

 

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