Salone delle Pale d’Altare

SALONE DELLE PALE D’ALTARE

Approfondimento
Questo grande ambiente è stato, fin dal 1879, adibito ad ospitare le grandi pale d’altare dei secoli XVI e XVII un tempo sugli altari delle più importanti chiese di Faenza.
Alcune di queste opere, per dimensioni, possono essere definite imponenti e rendono a dovere l’idea della ricchezza della decorazione degli edifici religiosi; cronologicamente una delle prime è il Battesimo di Cristo di LUCA SCALETTI ( ? – ante 1555), dalla distrutta chiesa del convento di San Giovanni Battista, intrisa di cultura mantovana in virtù dell’esperienza del pittore nei cantieri di Palazzo Te e Palazzo Ducale sotto la guida di Giulio Romano.
Alla prima fase del Manierismo, di derivazione toscana, aderisce SIGISMONDO FOSCHI (notizie dal 1520 al 1532) autore di questa Madonna col Bambino e Santi proveniente da Santa Maria ad Nives; a pochi metri dalla Pinacoteca, a Palazzo Milzetti, è esposto il suo dipinto più noto, la pala proveniente dalla chiesa di San Bartolomeo, datata 1527, anch’essa una Madonna col Bambino e Santi, di pertinenza della Pinacoteca di Brera dove era stata trasportata in epoca napoleonica: nel 2002 è ritornata nella nostra città, sia pure sotto forma di deposito temporaneo.
Altro autore della stessa temperie culturale è ANTONIO LIBERI noto anche come ANTONIO DI MAZZONE e ANTONIO DA FAENZA, (1457 ca. – 1535), a cui si deve la tavola, proveniente da San Domenico, raff. Madonna col Bambino e Santi, in cui il gruppo divino è inserito in un’architettura di ascendenza bramantesca, testimonianza della sua cultura di architetto e pittore attivo lungamente nelle Marche.
Le due tavole di GIACOMO (detto Jacopone da Faenza) BERTUCCI (1502 – 1579) sono emblematiche del manierismo faentino di diretta filiazione dai cantieri ecclesiastici di Roma, dove l’artista, ultimo figlio di Giovan Battista Bertucci Seniore, aveva lavorato alla metà del secolo: la Deposizione del 1553 proviene dalla chiesa di San Rocco, mentre la Disputa sull’ incoronazione della Madonna e Santi, firmata e datata 1565, era nella distrutta chiesa dei Celestini.
Interessante il raffronto con la tavola, restaurata nel 1999, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Gregorio Magno e Maglorio proveniente, nel 1867, dal convento dedicato a quest’ultimo con l’attribuzione a Giorgione, ma in realtà da assegnare a Giacomo in una fase giovanile ancora memore della collaborazione con i Dossi ferraresi.
Un dipinto molto intrigante (che interessò molto Roberto Loghi) è il Martirio di Sant’ Eutropio, già sull’altare maggiore della chiesa omonima, non più esistente.
Tradizionalmente attribuito ad un MANZONI (Michele o Biagio) faentino di cui si ignorano i dati biografici, è un unicum figurativo in Romagna: l’uccisione del Santo viene declinato come un fattaccio di cronaca nera visto negli aspetti più truci.
Questo quadro si inserisce appieno in una corrente che deriva da una particolare interpretazione del caravaggismo diffuso a Roma negli anni Venti del Seicento, segnata dall’accentuazione dei particolari di più schietta fisicità e, talvolta, di evidente brutalità.
Al tardo manierismo faentino appartengono pienamente NICOLO’ PAGANELLI (1538 – 1620), MARCO MARCHETTI (1528 ca. – 1588) e GIOVANNI BATTISTA ARMENINI (1530 – 1609); quest’ultimo è rappresentato dall’Assunzione della Madonna, databile attorno al 1564 e proveniente dalla chiesa di Santa Maria foris portam a seguito delle soppressioni napoleoniche……(CONTROLLARE).
Marchetti, famosissimo per l’abilità nel decorare ambienti con decorazioni “a grottesche”, dimostra nel Cristo in casa del fariseo un tono austero tipico dell’atmosfera della Controriforma, mentre Paganelli, nella Presentazione al tempio, dimostra di saper costruire una composizione affollata, ricca di verve narrativa.

Mappa della Sala pale d'altare

OPERE

  152   Alessandro Tiarini (Bologna, 1577 – 1668), Madonna col Bambino e i Santi Martino, Chiara, Francesco, Antonio da Padova
olio su tela, terzo decennio sec. XVII, cm. 300×200  (cornice di cm. 12), dalla chiesa del Convento di Santa Chiara di Faenza, soppressioni postunitarie, 1867, N. inv. 152
  159   Nicolò Paganelli (Faenza, 1538 – 1620), Presentazione di Gesù al Tempio
olio su tavola, 1585, cm. 260×165  (cornice di cm. 7), N. inv. 159
  158   Marco Marchetti (Faenza, 1528 ca. – 1588), Cristo in casa del fariseo
olio su tavola, 1573 ca.,  cm. 230×166  (cornice di cm. 5), dalla distrutta chiesa di San Matteo di Faenza, N. inv. 158
  157   Giovanni Battista Ramenghi, detto Bagnacavallo il Giovane (Bologna, 1521 – 1601), Discesa dello Spirito Santo con i Santi Petronio e Gregorio Magno
olio su tavola, 1567, cm. 246×142  (cornice di cm. 4), dall’oratorio della Confraternita dello Spirito Santo di Bologna, N. inv. 157
  155   Giovanni Battista Armenini (Faenza, 1533 – 1609), Assunzione della Madonna
olio su tavola, 1560 – 1590 ca., cm. 340×220, dalla chiesa di Santa Maria Foris Portam di Faenza, soppressioni napoleoniche, N. inv. 155
  151   Alessandro Tiarini (Bologna, 1577 – 1668), Conversione di San Paolo
olio su tela, cm. 288×194 (cornice di cm. 7), dalla distrutta chiesa di San Paolo di Faenza, N. inv. 151
  148   Luca Scaletti (Faenza, documentato dal 1531 al 1555), Battesimo di Cristo
olio su tavola, 1536, cm. 310×206 (cornice di cm. 12), dalla chiesa di San Giovanni Battista di Faenza, soppressioni napoleoniche, N. inv. 148
  138   Anonimo bolognese (sec. XVII), Cristo e la samaritana
olio su tela, fine sec. XVII, cm. 95×125 (cornice di cm. 17), N. inv. 138
  1209   Ercole Procaccini (Bologna, 1515 – Milano, 1595), Incoronazione della Madonna, angeli e i Santi Celestino Papa, Giovanni Battista, Luca, Benedetto
olio su tavola, sesto decennio del sec. XVI, cm. 280×190 (cornice di cm. 10), dalla chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini di Faenza, depositato nel 1882, N. inv. 1209
  144   Antonio Liberi detto Antonio di Mazzone (Faenza, 1456 – 1534 ca.), Madonna col Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Domenico, Luca e Marco Evangelisti
olio su tavola, 1525 ca., cm. 240×132 (cornice di cm. 3), dalla chiesa di San Domenico di Faenza, soppressioni napoleoniche (1867), N. inv. 144
  143   Sigismondo Foschi (documentato dal 1520 al 1532), Madonna col Bambino e i Santi Paolo, Giovanni Battista, Benedetto (?), Sebastiano, Caterina e Apollonia
olio su tavola, 1520 – 1532 ca., cm. 173×170 (cornice di cm. 9), dalla chiesa di Santa Maria Foris Portam di Faenza, soppressioni napoleoniche, N. inv. 143
  141   Ferraù Fenzoni (Faenza, 1562 – 1645), Cristo condotto al calvario
olio su tela, 1622 – 1630 ca., cm. 100×130 (cornice di cm. 11), N. inv. 141
  140   Ferraù Fenzoni (Faenza, 1562 – 1645), Cristo deposto nel sepolcro
olio su tela,  1622 ca., cm. 280×190 (cornice di cm. 10), dalla distrutta chiesa della Madonna del Fuoco di Faenza, N. inv. 140
  137   Giacomo Bertucci detto Jacopone da Faenza (Faenza, 1502 – 1579), Cristo deposto dalla croce
olio su tavola, quarto decennio sec. XVI, cm. 380×235 (cornice di cm. 10), dalla chiesa di San Rocco di Faenza, N. inv. 137
  136   Ferraù Fenzoni (Faenza, 1562 – 1645), Cristo nella piscina probativa
olio su tavola, 1600, cm. 338×225 (cornice di cm. 10), dalla distrutta chiesa della Confraternita di San Giovanni Decollato di Faenza, depositata nel 1879, N. inv. 136
  135   Giacomo Bertucci detto Jacopone da Faenza (Faenza, 1502 – 1579), Disputa sull’incoronazione della Madonna, con i Santi Benedetto, Giovanni e Matteo Evangelisti, Giovanni Battista, Celestino Papa e il committente
olio su tavola, 1565, cm. 380×254 (cornice di cm. 10), dalla distrutta chiesa dei Celestini di Faenza, soppressioni napoleoniche, N. inv. 135
  134   Biagio (?) Manzoni (Faenza, documentato dal 1629 al 1648), Martirio di Sant’Eutropio
olio su tela, 1629 – 1648 ca., cm. 271×178 (cornice di cm. 10), dalla distrutta chiesa di Sant’Eutropio di Faenza, soppressioni napoleoniche, N. inv. 134
  133   Ferraù Fenzoni (Faenza, 1562 – 1645), Morte della Madonna
olio su tela,  1622 – 1630 ca., cm. 271×143  (cornice di cm. 7), dalla distrutta chiesa di San Paolo di Faenza, soppressioni napoleoniche,  N. inv. 133
  1353   Giovanni Battista Bertucci il Giovane (Faenza, 1539 – 1614), Nascita della Madonna
olio su tavola, 1586, cm. 320×200, N. inv. 1353

  130   Filippo Bellini (Urbino, 1550 ca. – Macerata, 1603), San Francesco riceve le Stimmate
olio su tela, ultimo decennio sec. XVI, cm. 335×225 (cornice di cm. 9), dalla chiesa di San Francesco di Faenza, N. inv. 130
  139   Anonimo bolognese (sec. XVII), Sacra Famiglia, San Giovannino e un angelo
olio su tela, sec. XVII, cm. 95×125 (cornice di cm. 17), N. inv. 139

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