Natura morta

NATURA MORTA / SALA BERTUCCI IL VECCHIO

Nella sala è in corso il rinnovo dell’allestimento

Approfondimento
Il nuovo testo di presentazione è in preparazione

Giovanni Battista Bertucci il Vecchio.

La presentazione della precedente saletta era:

Il genere della natura morta raggiunge l’apice nel Seicento e nel Settecento, conoscendo interessanti sviluppi proprio in Emilia Romagna dove, grazie ad alcuni autori rivalutati solo negli ultimi decenni, si verificano alcuni intriganti episodi di originalità espressiva.

La maggior parte dei pittori di questo genere sono presenti in Pinacoteca grazie alla generosità di alcuni collezionisti che raccolsero, pioneristicamente, questi quadri. Parliamo di Michele Bosi, Giacomo Pozzi e Luigi Zauli Naldi. Fidandosi del proprio gusto e superando la scarsa considerazione che la critica accademica concedeva alla natura morta, radunarono le opere ora esposte (talvolta a costo di notevoli sacrifici finanziari).

Successivamente, dando prova di grande generosità e amore per la propria città, donarono alla Pinacoteca dei veri e propri musei privati in cui le nature morte spiccavano per rarità e fascino.

I due esemplari di CARLO MAGINI (1720–1806) sono uno splendido esempio di natura rustica in posa. Entrambi descrivono una tavola di cucina apparecchiata con le vivande di tutti i giorni. I piccoli pani rotondi e dorati, le cipolle, il tegame con le uova e poi oggetti poveri come un fiasco, una zuppiera di terraglia e un’altra, più raffinata, in ceramica a fiorami, il tutto presentato con sommesso realismo, senza retorica o ricercati abbellimenti.
Le composizioni, apparentemente casuali, ma in realtà sapientemente equilibrate, sono illuminate dalla luce che sa cogliere un riflesso sui vetri e sul candeliere, creando ombre che fanno risaltare le pieghe del tovagliolo e delle tovaglie con le pieghe di una consistenza quasi fisica.

Il piacentino FELICE BOSELLI (1650–1732) esprime, in tutta la sua alquanto vasta produzione, il senso pieno della natura morta della terra padana, recuperando la lezione di Vincenzo Campi.
Il suo è un repertorio fatto di carni macellate, selvaggina morta, verdure povere entro interni bui, fumosi e percorsi da un’umanità paesana. La materia pittorica corrisponde in pieno a questo repertorio. Una veste cromatica ricca, corposa e materica, densa di impasti, ben aderente alle rappresentazioni di una realtà quotidiana indagata fino negli aspetti meno forbiti.
Esemplare la Macelleria: interno di negozio, vera e propria summa della sua produzione. In un ambiente greve e scuro le carni squartate vengono esibite in tutta la loro fisicità e con una evidente sottolineatura ironica.
La Testa di vitello e polli, la Costata, cardo e selvaggina e l’altro quadro a fianco sono opera di un allievo dell’autore che squaderna il solito repertorio di cibi esibiti sul tavolo rustico.

Altra e più raffinata atmosfera nelle composizioni di due maestri della scuola napoletana del Seicento che aprono il percorso di mostra. GIOVANNI BATTISTA RUOPPOLO (1629 – 1693) e GIUSEPPE RECCO (1634–1695), anch’essi giunti in Pinacoteca, come Boselli, con il lascito Zauli Naldi.
La Natura morta di ortaggi, frutta, pani e trancio di tonno del primo, datata 1661, è un esempio della produzione giovanile dell’autore prima della svolta barocca.
La Natura morta con pesci e ostriche di Giuseppe Recco, altro esponente di spicco dell’ambiente artistico partenopeo, nutrito di cultura olandese, ci offre la misura del suo neocaravaggismo di fondo, estraneo ai fasti barocchi e capace di trasfigurare in splendida pittura una realtà umile e silente.

Dal lascito Bosi proviene Il cane addormentato e sporta, capolavoro riconosciuto di ARCANGELO RESANI (1670-1740) presente a numerosissime mostre a partire da quella, fondamentale, del 1964-65.
L’essenzialità della composizione è tutt’uno con la luce che marca e rivela la sporta e la figura, che si direbbe umana, del cane, indagata con una raffinatezza di materia cromatica degna di un grande pittore. Altri tre piccoli dipinti con volatili confermano l’alto livello formale. Curiosa è l’opera che segue, di un anonimo che utilizza il repertorio di Resani, senza ambire alla sua qualità.

Già attribuito a FRANCESCO GUARDI (1712–1793), ma in realtà di un ANONIMO DEL SUO AMBITO è la tela, giunta con il lascito Giacomo Pozzi nel 1936, raffigurante Fiori, uva e due uccelli. Colpiscono, qui, l’esuberanza pittorica ed il vivace luminismo della composizione; stando a recenti ipotesi, questa opera e le molte altre affini, tutte di area veneta, hanno forti tangenze con l’opera di Elisabetta Marchioni, attiva a Rovigo a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo.

NUOVO TESTO PER SALA BERTUCCI IL VECCHIO

La saletta è in gran parte dedicata a GIOVANNI BATTISTA BERTUCCI IL VECCHIO, pittore faentino di cui si hanno notizie dal 1495 ca. al 1516. Capostipite di una famiglia di artisti il cui ultimo esponente è suo nipote e omonimo Giovan Battista Bertucci il Giovane (1539 – 1614).

I dipinti qui esposti mostrano appieno lo stile maturo dell’artista, che fonde i caratteri della prima educazione umbra (a lungo le due tavole con San Giovanni Battista e la Maddalena furono attribuite al Pinturicchio) con l’influsso dell’ambiente bolognese dominato dal Francia e da Lorenzo Costa.

Notevole la Pala Cittadini, datata 1511. Anche se di particolare interesse sono precisamente i due Santi appena menzionati. Erano, in origine, i pannelli laterali di un polittico eseguito attorno al 1509 per la chiesa del convento faentino di Santa Caterina a cura la famiglia Mengolini.
Il polittico venne smembrato a seguito della soppressione napoleonica del convento.

La parte centrale (Adorazione di Magi) finì ai musei di Berlino e risulta dispersa a seguito degli eventi bellici del 1945. Mentre la lunetta, già nella raccolta Guidi di Faenza, negli anni Sessanta del Novecento era segnalata a Graz.
Solo grazie all’acume di G. B. Cavalcaselle la primitiva attribuzione al Pinturicchio venne corretta e spostata sul Bertucci.

Sala Bertucci il Vecchio

OPERE VECCHIO ALLESTIMENTO NATURA MORTA

  241   Recco Giuseppe (1634-1695), Natura morta con seppia, pesci, aragosta e cesto di ostriche
olio su tela, cm. 68×90 + cornice 10 cm., n. inv. 241, lascito L. Zauli Naldi (1965, n. 11)
  242   Ruoppolo Giovanni Battista (1629-1693), Natura morta di ortaggi, frutta, pani e trancio di tonno
olio su tela, datato 1661 (sul retro), cm. 74,5×101 + cornice 7 cm., n. inv. 242, lascito L. Zauli Naldi (1965, n. 12)
  248    Magini Carlo (1720-1806), Natura morta: zuppiera, tegame, uova e bottiglia
olio su tela, cm. 55×79 + cornice 10 cm., n. inv. 248, lascito Zauli Naldi (1965, n. 44)
  239   Resani Arcangelo (1670-1740), Cane e sporta
olio su tela, cm. 59×73,5 + cornice 9 cm., n. inv. 239, lascito M. Bosi (1931, n. 47)
  244   Magini Carlo (1720-1806), Natura morta: pane, cipolle, candeliere, bottiglie
olio su tela, cm. 56×79 + cornice 10 cm., n. inv. 244, lascito L. Zauli Naldi (1965, n. 45)
  240   Boselli Felice (ambito di), Natura morta: costata, cardo e selvaggina
olio su tela, cm. 48×64 + cornice 7 cm., n. inv. 240, lascito L. Zauli Naldi (1965, n. 47)
  246   Boselli Felice (1650-1732), Macelleria: interno di negozio
olio su tela, cm. 133×174 + cornice 2 cm., n. inv. 246, lascito L. Zauli Naldi (1965, n. 4)
  1097   Guardi Francesco (?) (1712-1793), Fiori, uva e due uccelli
olio su tela, cm. 88×81 + cornice 7 cm., n. inv. 1097, lascito G.Pozzi (1935, n. 19)

OPERE NUOVO ALLESTIMENTO BERTUCCI IL VECCHIO

  121   Giovanni Battista Bertucci sr., Madonna col Bambino
tavola, cm. 100×90 + cornice 8, n. inv. 121
  178   Giovanni Battista Bertucci sr., Madonna col Bambino e i SS. Bernardino da Siena, Giovanni Battista, Celestino Papa e Antonio da Padova
tavola, cm. 123×175 + cornice 6, n. inv. 178
  174   Giovanni Battista Bertucci sr., Natività con i SS. Girolamo, Giovannino, Giovanni Evangelista e Bernardino da Siena

tavola cm. 145×147 + cornice 25 cm., n. inv. 174
  119   Giovanni Battista Bertucci sr., Adorazione dei Magi
tavola, cm. 175×139, n. inv 119
  172   Giovanni Battista Bertucci sr., Santa Maria Maddalena
tavola, cm. 111,5×54 + cornice 8 cm., n. inv. 172
  171   Giovanni Battista Bertucci sr., San Giovanni Battista

tavola, cm. 111,5×54 + cornice 8 cm., n. inv. 171
  170   Giovanni Battista Bertucci sr., Madonna col Bambino e S. Paolo

tavola, cm. 54,5×44 + cornice  4 cm., n. inv. 170
  178   

GALLERIA NATURA MORTA

 

 

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